Che sulle sorti di Sergio Marchionne vigesse la massima riservatezza è stato chiaro negli ultimi giorni: pochissime informazioni sono state fatte trapelare dalla sua famiglia sin dal giorno dell'aggravamento delle sue condizioni di salute. Poche anche quelle diffuse dai vertici di FCA, che si sono limitati a stringati comunicati stampa e al disbrigo delle pratiche per la sua successione ai vertici del gruppo. Meno ancora hanno parlato medici e infermieri della struttura sanitaria di Zurigo in cui il manager era ricoverato.

Dopo la morte di Marchionne, avvenuta nella tarda mattinata di oggi, il registri non sembra essere cambiato: sono pochissime le comunicazioni ufficiali, così come stringate sono state le informazioni sul decesso del manager. Anche per quel che concerne i funerali il riserbo è massimo.

Secondo alcune indiscrezioni che circolano da ore, le esequie di Sergio Marchionne potrebbero tenersi in tre luoghi: in Canada, a Chieti – in Abruzzo – oppure a Zurigo. Si tratta rispettivamente del Paese in cui il manager ha vissuto da ragazzino, la sua città natale e della città svizzera in cui risiedeva ora. I membri della sua famiglia – a partire dalla compagna Manuela Battezzato e dai figli Alessio Giacomo e Jonathan Tyler – desiderano una cerimonia funebre rigorosamente privata: potrebbe non esserci quindi nessuna camera ardente al Lingotto, come ipotizzato nelle scorse ore. Le esequie, inoltre, non saranno aperte al pubblico. L'ipotesi più probabile, ad oggi, è che i funerali di Sergio Marchionne possano essere celebrati nella forma più privata possibile, aperti esclusivamente alla compagna, alla famiglia, ai figli e alle persone di cui più Marchionne si fidava.

Sergio Marchionne è morto questa mattina questa mattina allo Universitätsspital di Zurigo. Affetto da sarcoma alla spalla destra insieme a un cronico problema alla tiroide, il decesso è avvenuto per arresto cardiaco.