Il rimbalzo da fase 2, se ci sarà, non si vede ancora. Il bollettino della Protezione Civile del 22 maggio sull’emergenza Coronavirus In Italia registra 228.658 casi positivi al nuovo Coronavirus (+652 rispetto a ieri), di cui 136.720 guariti (+2.160) e 32.616 decessi (+130). Stando all'ultimo bilancio, dei contagiati attuali 49.770 sono in isolamento domiciliare asintomatici o con pochi sintomi, 8.957 sono ospedalizzati e 595 sono ricoverati in terapia intensiva, numero questo che segna ancora una discesa dall'inizio dell'epidemia. In Umbria, Sardegna e Basilicata si registrano zero contagi. I tamponi effettuati finora sono in totale 3.318.778 di cui 75.380 nelle ultime 24 ore.

“I nuovi casi sono in linea con gli ultimi giorni ed è una buona notizia, perché non c'è stato nessun rimbalzo da fase 2 o da fine settimana”. Giovanni Forti, 26 anni è studente di Economics all'Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant'Anna. Dal 2018 fa parte della redazione di YouTrend, dove di occupa della parte editoriale, dell'analisi dei dati e della produzione di data visualization e su YouTrend ha scritto diversi articoli sulla pandemia del Covid-19: “È stata una settimana molto costante, rispetto alle altre – spiega Forti a Fanpage.it -. Relativamente ai decessi, invece, i 130 di oggi sono una notizia relativamente molto buona”.

130 decessi sono un numero molto basso…
In realtà lunedì erano stati 99, ma un numero di morti inferiore ai 150 non si vedeva dal 9 marzo. Piano piano anche la curva dei decessi sta calando. Ricordiamoci i 900 decessi al giorno dei giorni peggiori.

Da dove arrivano i nuovi contagi e i nuovi decessi?
I contagi arrivano per quasi la metà dei casi dalla Lombardia, sebbene torni sotto i 300 casi. La notizia davvero positiva, però, è che il Piemonte scende sotto i cento casi. Di fatto, solo la Lombardia è sopra quota 100. C'è da segnalare, tuttavia, il caso della Puglia, a causa di un focolaio scoperto in un Rsa di Canosa, con 27 nuovi casi. Di fatto, stando a quanto dicono le autorità pugliesi, era un caso noto. E al di fuori di esso non ci sono nuovi contagi.

Relativamente ai decessi, invece?
Il calo più significativo arriva dal Piemonte, che si ferma a soli 15 morti, mentre la Lombardia fa segnare ancora 57 decessi. Anche in questo caso, oltre la Lombardia, nessuna regione supera i 20 decessi. E ce ne sono ben 8 a quota zero.

Altre buone notizie?
Oggi c'è stato anche il record di tamponi: sono stati 75.380 tamponi e di questi 43mila sono stati usati per accertare nuovi casi e i restanti 32.500 per accertare nuove guarigioni, pari al 43%. Diciamo che pure il fatto che i tamponi siano usati in prevalenza per cercare nuovi casi è una buona notizia, perché ci dà la certezza che non stiamo abbassando la guardia.

Parliamone, però, delle guarigioni…
Anche su questo punto, abbiamo avuto dati abbastanza costanti nella settimana. Oggi ne registriamo 2160, più di mille delle quali arrivano dalla Lombardia e dal Piemonte, che supera i 300. Si conferma anche in questo caso la nuova normalità attorno ai 2000-3000 guariti, e il conseguente calo degli attualmente positivi a un ritmo di 1000-1500 casi al giorno. Un dato ulteriormente importante, questo, perché rende più semplice la cura e il tracciamento dei contatti di chi è ancora positivo al Coronavirus.

Cosa ci dice oggi la media mobile settimanale, alla vigilia del weekend?
La media mobile si conferma attorno alla soglia dei 680 casi medi durante la settimana. La scorsa settimana eravamo a 898. Il calo è di 220 casi al giorno. In rallentamento rispetto alle settimane precedenti. Ma dobbiamo essere contenti del fatto che il calo continui a rallentare.

 

Cosa dobbiamo aspettarci per la prossima settimana?
Se la prossima settimana il calo continuerà, anche rallentato, potremmo scendere sotto i 500 casi al giorno.

Magari anche sotto i 100 decessi?
Questo è meno facile. Possiamo sperarlo ma non è così probabile. Certo, oggi siamo a 144 morti in media, durante la settimana, in diminuzione di circa 50 unità rispetto a venerdì scorso. Ma in questo caso non è così scontato avvenga, perché la curva dei decessi tende a scendere più lentamente.