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Grosseto, badante riceve 600mila euro da anziano con Parkinson: eredi fanno causa ma la Cassazione le dà ragione

Per la Cassazione anche in presenza del Parkinson la donazione alla badante resta valida. La sentenza ribalta i precedenti gradi di giudizio e riapre il caso di Grosseto.
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630 mila euro più un’automobile: sono i regali fatti da un anziano alla sua badante storica, finiti al centro di un lungo contenzioso legale. Dopo due gradi di giudizio in favore degli eredi dell'uomo, che ritenevano le donazioni frutto di coercizione, la Cassazione ha ribaltato il giudizio. Il caso però non è ancora chiuso: i giudici hanno rinviato la decisione alla Corte d’appello di Firenze.

Secondo quanto ricostruisce La Repubblica, tutto inizia nel 2013, quando la badante riceve i primi regali dall'anziano di Grosseto di cui si prendeva cura. Un anno dopo, l'uomo dà la delega per la gestione del suo patrimonio a uno dei figli. Il motivo è nel sopraggiungere dei sintomi del Parkinson, una malattia neurodegenerativa a progressione lenta che si manifesta inibendo i centri del movimento e causando i tipici tremori.

La presenza di questa malattia, e delle conseguenze sulla memoria e quindi sulla capacità giuridica di effettuare regali da centinaia di migliaia di euro, è al centro della causa intentata dai figli dell'anziano di Grosseto nel 2024. I familiari hanno vinto sia in primo sia in secondo grado, proprio in considerazione della patologia dell'uomo e dello stato della sua salute mentale. La badante però si è rivolta alla Cassazione, e qui è emerso un orientamento diverso.

I giudici non hanno ritenuto i regali ricevuti dalla donna tra il 2013 e il 2014 il frutto di un raggiro. Questo perché il morbo di Parkinson non determinerebbe di per sé un deficit cognitivo, e anche se i medici in quegli anni hanno certificato un effettivo rallentamento della memoria, lo stesso non deve ritenersi necessariamente un deficit di natura cognitiva.

Inoltre, nell'anno successivo alle donazioni, l'anziano ha avuto la capacità sufficiente per dare la delega per la gestione delle sue finanze al figlio. Per i giudici, significa che l'anno precedente era abbastanza lucido da effettuare i regali in favore della badante.

Insomma, non ci sarebbero elementi abbastanza chiari da ritenere infermo di mente l'anziano nel momento in cui ha effettuato le donazioni, e per questo non possono essere ritenute frutto di un raggiro e annullate. Ora la questione tornerà di nuovo davanti ai giudici, questa volta della Corte d’appello di Firenze che dovranno scrivere la parola fine sulla vicenda.

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