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Giuseppe Lacarpia ucciso in cella dopo femminicidio della moglie, svolta nelle indagini: non fu suicidio

Giuseppe Lacarpi non si è suicidato in carcere ma ucciso in cella simulando una impiccagione volontaria. La svolta con due arresti per omicidio dopo le indagini sulla strana coincidenza di due morti in pochi giorni nella stessa cella.
A cura di Antonio Palma
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Svolta a sorpresa nelle indagini sulla morte di Giuseppe Lacarpi, morto nel carcere di Bari due settimane dopo il suo arresto per il femminicidio della moglie Maria Arcangela Turturro a Gravina in Puglia. Nelle scorse ore infatti la Polizia di Stato ha arrestato due persone con l’accusa di omicidio, ribaltando le prime risultanze che parlavano di suicidio. Si tratta di due compagni di cella dell’uomo che lo avrebbero ucciso simulando una impiccagione volontaria nel penitenziario dove erano rinchiusi.

La morte del 65enne pugliese risale alla notte tra il 22 e il 23 ottobre 2024 quando venne rinvenuto senza vita nella sua cella nel carcere di Bari dove era stato rinchiuso da appena due settimane per il femminicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, della moglie Maria Arcangela Turturo, bruciata viva in auto e poi uccisa a mani nude il 7 ottobre dello stesso anno.

L’uomo venne rinvenuto dagli agenti della polizia penitenziaria intorno alle 3 di notte dopo l’allarme degli altri compagni di cella e si pensò a un gesto di autolesionismo. Anche l’autopsia confermò lesioni attorno al collo compatibili con un soffocamento volontario ma a distanza di oltre un anno, ora l’incredibile svolta che ribalta completamente la dinamica dei fatti.

Giuseppe Lacarpi sarebbe stato ucciso dagli stessi compagni di cella che avevano dato l’allarme. La svolta dopo complesse e approfondite indagini della polizia coordinate dalla Procura barese. Tutto è nato dalla strana coincidenza di un doppio suicidio nella stessa cella del carcere di Bari a pochi giorni di distanza e con testimoni i due arrestati oggi.

Il primo episodio risale al 19 ottobre 2024, quando gli agenti della Polizia Penitenziaria erano intervenuti per un tentativo di impiccamento da parte di un detenuto 28enne trovato nel bagno della cella che condivideva con altre persone. Poi l’episodio di Lacarpi a pochi giorni di distanza. Due fatti che hanno innescato le indagini degli agenti della Squadra Mobile del capoluogo pugliese che infine hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti

Nessuno dei due eventi erano atti di autolesionismo ma si trattava di azioni compiute dai due indagati, al tempo compagni di cella delle vittime. Si tratta di un 24enne presunto autore del tentato omicidio e attualmente detenuto per altra causa, per il quale il gip di Bari ha disposto gli arresti domiciliari, e un 45enne complice del tentato omicidio e ritenuto responsabile dell’omicidio di Giuseppe Lacarpia, anche lui attualmente detenuto per altra causa, e in custodia cautelare in carcere.

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