Giuditta pestata dalla madre della bimba che rimproverò, l’addetta alle pulizie del Parco a processo per lesioni

Immagine
Andrà a processo l’addetta alle pulizie che aggredì Giuditta D’Elia nel Parco Rossani di Bari dopo che la studentessa aveva rimproverato la figlia della donna. D’Elia si era vista negare l’accesso ai bagni dalla bambina nello scorso luglio e quando aveva cercato di spostarla, la madre l’aveva aggredita incitando gli amichetti della piccola ad aiutarla. L’accusa per la 32enne è di lesioni aggravate.

Andrà a processo l'addetta alle pulizie dei bagni del Parco Rossani di Bari. Lo scorso luglio, la 32enne picchiò insieme ad altre persone la studentessa 26enne Giuditta D'Elia. La ragazza fu aggredita dopo aver rimproverato la figlia minorenne della donna che le aveva impedito di avvicinarsi ai bagni.

La donna aveva aggredito la 26enne studentessa di filosofia dopo che la figlioletta l'aveva importunata con una pistola ad acqua. Giuditta fu presa per i capelli, poi scaraventata al suolo e colpita ripetutamente al volto e al collo con pugni, schiaffi e calci.

La donna dovrà rispondere di lesioni personali aggravate dai futili motivi, dall'aver commesso il fatto con altri e dall'aver incitato gli amichetti della figlia a commettere il reato. La 32enne è agli arresti domiciliari, mentre il processo nei suoi confronti inizierò il prossimo 4 novembre.

La studentessa si è costituita parte civile nel processo ed è assistita dall'avvocato Donato Carlucci. Lo scorso luglio, la 26enne aveva condiviso online le foto dopo l'aggressione costatale 40 giorni di prognosi dopo l'ingresso al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Sul volto aveva svariate fratture e il naso, non operabile, era stato rimesso al suo posto con una manovra manuale.

In un video, Giuditta aveva anche raccontato di aver dovuto chiamare da sola i soccorsi con la faccia ancora grondante di sangue perché la folla era rimasta inerme ad assistere alla sua aggressione, avvenuta in pieno giorno. Durante il pestaggio, come aveva ricordato la 26enne già nei primi filmati condivisi online, la donna che ora dovrà andare a processo con l'accusa di lesioni aggravate incitava i ragazzini presenti a "ucciderla". La violenza si sarebbe scatenata in pochi istanti, non permettendo neppure alla giovane di capire cosa stesse accadendo.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views