Tre anni fa aveva perso il papà per un tumore. Da allora Giorgia Camera aveva portato avanti una piccola attività per mandare avanti la famiglia, una enoteca, assieme alla mamma e alla sorella. Ma il destino si è accanito ancora contro di lei: questa volta il Covid. Prima la mamma, poi la sorella. Poi la crisi economica, i debiti. Il futuro nero e aggrapparsi all'unica sorella sopravvissuta, Sabrina, non basta. E così ci pensa la migliore amica di Giorgia, Federica Pensa, che per lei ha lanciato una raccolta fondi su Go Fund Me che si chiama "Un aiuto per Gio".

Una storia di ordinaria solidarietà, che scavalca i confini di Acqui Terme, il paesino in provincia di Alessandria dove Giorgia vive e assieme alla sorella provano a mandare avanti l'enoteca Nuovo Ciaboti, in Corso Italia. Sono molti quelli che in queste ore vogliono aiutare questa ragazza così sfortunata.

Prima ci si era messa la crisi economica legata alla pandemia a mettere in ginocchio l'attività, come tante altre. Poi il Covid in casa: la madre muore il 13 febbraio, il giorno prima del compleanno; la sorella, che era stata la prima a risultare positiva, il 18. Anche Giorgia era stata contagiata, ma ne era uscita:

«La Giò ha vissuto questi lutti da sola in casa, in isolamento – racconta l’amica Federica a Repubblica – . Non riesco nemmeno a immaginare il suo dolore.  In quei giorni non potevo esserle accanto, vivo a Messina per studio, Giò era in isolamento e io lontana. Tutto quello che potevo fare era telefonarle, stare con lei a parlare tutto il tempo che voleva, la sera, in videochiamata».  Giò e Federica si sono conosciute anni fa il primo giorno di liceo, a Milano. «E’ stata la prima persona con cui ho parlato in prima liceo e siamo diventate subito amiche, non ci siamo più perse di vista nemmeno quando Giorgia si è trasferita ed è andata via da Milano». «Non sapevo se la raccolta fondi avrebbe funzionato, insomma non ho certo i contatti e la fama di Chiara Ferragni. E invece in un week end abbiamo raccolto 10mila euro. Quei soldi serviranno a salvare il locale, a pagare l’affitto, i fornitori. L’obiettivo non è ancora raggiunto stiamo continuando la raccolta.Vedere tante persone, anche sconosciute, che pensano alla mia amica mi ha restituito fiducia nell’umanità»