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Giallo sull’uomo trovato morto in spiaggia a Sanremo: nei paraggi cabine danneggiate e tracce di una carriola

La morte di un giovane pakistano trovato tra i due porti di Sanremo resta avvolta dal mistero. Nessun segno di violenza, ma anomalie sul luogo e un’autopsia disposta dalla Procura.
A cura di Davide Falcioni
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La morte del giovane pakistano trovato senza vita la mattina dell’11 dicembre nello specchio acqueo tra i due porti di Sanremo si sta trasformando in un caso dai contorni sempre più oscuri. Un giallo, almeno per ora, fatto di assenze di risposte e di elementi che non tornano. Sul corpo del ragazzo, poco più che ventenne, non sono stati rilevati segni evidenti di violenza né particolari lesioni, ma la Procura ha comunque disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

A destare perplessità, come riporta La Stampa, è il contesto. Non è usuale, in questo periodo dell’anno, aggirarsi di notte in una zona di mare indossando soltanto pantaloni della tuta e una maglietta, per di più senza cellulare né portafoglio. Un dettaglio che si aggiunge a una serie di anomalie emerse durante i sopralluoghi dei carabinieri.

Nei pressi del punto in cui è stato individuato il corpo sono state rilevate tracce riconducibili a una carriola, oltre a segni di effrazione su alcune cabine di uno stabilimento balneare vicino. Ulteriori accertamenti hanno poi portato i militari a estendere le verifiche all’alveo del torrente San Francesco, dove sono stati individuati diversi reperti, fotosegnalati e inseriti nel rapporto preliminare trasmesso al pubblico ministero.

A complicare ulteriormente il quadro c’è anche una voce, al momento non confermata, secondo cui la sera precedente al ritrovamento si sarebbe disputata una partita di calcio tra due squadre di stranieri sul campo che si affaccia proprio sulla spiaggia compresa tra i due porti. Elementi che, presi singolarmente, potrebbero apparire marginali, ma che nel loro insieme alimentano interrogativi ancora senza risposta.

Le ipotesi restano aperte. Si va dal malore improvviso al gesto volontario, senza escludere lo scenario di una rapina finita male. I carabinieri hanno già identificato il giovane, ma sul suo nome e sulla sua storia vige il massimo riserbo. Restano da chiarire anche il possibile utilizzo della carriola: potrebbe essere stata impiegata per spostare il corpo, magari dopo una caduta o un incidente? E cosa raccontano davvero i reperti rinvenuti nel greto del torrente?

La zona del ritrovamento non è coperta da sistemi di videosorveglianza, ma alcune immagini relative agli spostamenti da e verso corso Trento e Trieste sono state acquisite e sono ora al vaglio degli investigatori. L’attenzione è massima. L’esito dell’autopsia, atteso nei prossimi giorni, sarà decisivo per stabilire se il fascicolo verrà archiviato o se, invece, emergeranno elementi tali da configurare un’ipotesi di reato.

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