Immagine di repertorio
in foto: Immagine di repertorio

Sono 15 gli infermieri dell'ospedale San Martino di Genova risultati positivi al Covid-19: tutti avevano rifiutato il vaccino. Ora sono tutti a casa mentre ci si interroga sulle possibili conseguenze sia a livello lavorativo che a livello giuridico così come spiegato dal direttore generale del nosocomio, Salvatore Giuffrida, in una lettera riservata inviata al direttore dell’Inail di Genova, Marco Quadrelli. Come riportato dal "SecoloXIX" infatti Giuffrida avrebbe chiesto all'Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro se gli infermieri "devono essere considerati in malattia o addirittura dovranno essere considerati inidonei alla loro attività professionale" e inoltre "quali provvedimenti devono essere adottati nel confronti del personale infermieristico che non ha aderito al piano vaccinale".

"La situazione è complessa, insomma, e si apre a molteplici interpretazioni. Di sicuro, si è trattata di una grave inadempienza deontologica da parte di chi opera in strutture sanitarie e ha il dover di curare la propria salute, oltre a quella dei pazienti, per il principio implicito che l’una dipende dall’altra", ha continuato Giuffrida a cui ha fatto eco Carmelo Gagliano, Presidente Ordine Federazione ligure Ordini professioni sanitarie: "È indifendibile chi decide di non vaccinarsi e poi si ammala. Noi dobbiamo stare bene per occuparci dei nostri pazienti".

Un caso quello di Genova che non è affatto isolato e che ha coinvolto diverse strutture ospedaliere nelle scorse settimane dove i focolai tra gli operatori sanitari non vaccinati sono stati numerosi. L'ultimo caso solo ieri a Treviso dove cinque i dipendenti dell'Ulss 2 Marca Trevigiana non vaccinati sono risultati positivi al Coronavirus. A confermare la notizia il direttore generale dell'azienda sanitaria, Francesco Benazzi che ha spiegato che i cinque non avevano risposto alla chiamata dell'azienda sanitaria nonostante lavorino in ospedale a stretto contatto con pazienti infettati.