Genitori e figli sterminati dal monossido di carbonio: chi erano le vittime e cosa è successo a Porcari

Avevano comprato casa circa un anno e mezzo fa a Porcari (Lucca), dove poi sono morti: Arti Kola, operaio in una ditta di verniciatura della zona, è stato vittima di una fuga di monossido di carbonio insieme alla moglie, Jonida, casalinga, e ai figli di 22 e 15 anni. I quattro stavano per mettersi a tavola per cena e i loro corpi sono stati rinvenuti nella camera da letto dell'abitazione su tre piani.
Secondo quanto apprende Fanpage.it da fonti investigative, la strage familiare sarebbe stata causata da un malfunzionamento di una caldaia. A lanciare l'allarme ai soccorritori è stato il fratello di Arti Kola: l'uomo si era presentato davanti casa del 48enne allarmato perché quest'ultimo non gli rispondeva al telefono.
Chi era la famiglia Kola morta per le esalazioni di monossido di carbonio
I 4 vivevano nell'abitazione di Porcari da un anno e mezzo. Il figlio maggiore, Hajdar, aveva 22 anni e lavorava come elettricista nel comune, mentre la figlia minore, di appena 15 anni, studiava alle scuole medie di Camigliano. L'intero nucleo familiare era molto stimato, apprezzato e benvoluto dalla comunità di Porcari. Il fratello di Kola, anche lui molto noto in città, è stato condotto in codice rosso a Cisanello per i trattamenti del caso. L'uomo ha infatti perso i sensi dopo che i soccorritori sono entrati in casa, trovando la famiglia deceduta in camera da letto.
L'adolescente sarebbe stata la prima a sentirsi male: sarebbe stata lei a raggiungere la camera da letto, stendendosi sul materasso. La famiglia l'avrebbe seguita, forse preoccupata per il suo malore, accasciandosi successivamente sul pavimento.
Le indagini ancora in corso
Le indagini su quanto accaduto nell'abitazione di Porcari sono ancora in corso. Stando a quanto apprende Fanpage.it, la fuga di gas sarebbe dovuta a un incidente e sono state escluse al momento responsabilità di terzi. Ulteriori informazioni arriveranno con il prosieguo degli accertamenti. Nel frattempo, l'abitazione dove risiedeva la famiglia Kola è stata messa sotto sequestro.
La tragedia somiglia a quella che nel 1992 colpì la famiglia Malanca di Porcari. Raffaello, sua moglie Piera e le figlie Ilaria e Greta morirono proprio a febbraio per le esalazioni di monossido di carbonio sprigionatesi dalla caldaia a metano. Nel comune vi è infatti un parco pubblico intitolato proprio alla famiglia sterminata.