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Garlasco, Andrea Sempio: “Lovati si è fatto prendere dall’aspetto mediatico. Chiara Poggi? Non avevamo rapporti”

L’intervista di Andrea Sempio a Chi l’ha visto?: “Non sono stato in via Pascoli, la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi ero a Vigevano. Lovati? Si è fatto trascinare in qualcosa di più grande di lui. Nessun collegamento tra la mia famiglia e l’ex procuratore Venditti”.
A cura di Ida Artiaco
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“Io non capisco neanche perché ha destato così tanti sospetti. C’è chi ha portato biglietti del treno o timbrature del lavoro, il mio non è stato un caso isolato. Quello scontrino l’ho preso io”. Comincia così l’intervista rilasciata da Andrea Sempio a Chi l’ha visto? nella puntata andata in onda questa sera su Rai 3. L’uomo, oggi 37 anni, è indagato per concorso nell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, con terzi o con Alberto Stasi, unico condannato in via definitiva per il delitto.

Sempio torna ancora una volta sul famoso scontrino del parcheggio di Vigevano, dove lui ha sempre detto di essersi recato la mattina che Chiara morì. “Non sono stato in via Pascoli, ero a Vigevano quella mattina”, ribadisce ai microfoni della trasmissione condotta da Federica Sciarelli, aggiungendo: “Se la cosa avesse destato sospetti all’epoca avrebbero approfondito. Quello scontrino me l’hanno chiesto un anno dopo. La cella telefonica? I telefoni di quei tempi si agganciavano alla cella solo quando c’era qualche tipo di interazione. Quindi se non si facevano chiamate o si mandavano messaggi non si agganciava alla cella di quel paese. Con gli smartphone è diverso”.

Poi, Sempio è passato a parlare del suo ex avvocato, Massimo Lovati, a cui è stato revocato l’incarico qualche giorno fa. “Io credo che Lovati, per cui ho ancora rispetto, stima e affetto, perché mi accompagna da quasi 10 anni in questa sventura, si è fatto prendere dall’aspetto mediatico, dall’essere un personaggio, si è fatto trascinare in qualcosa di più grande di lui. I soldi agli avvocati? Ci siamo trovati in quel vortice, non avevamo idea dei costi e quando sei dentro l’unica cosa che ti interessa è uscire”.

E poi ancora: “Non ci può essere nessun collegamento con la corruzione, che colleghi noi all'ex procuratore di Pavia Venditti. Parliamo di cifre basse, dilazionate nel tempo, nell’arco di diversi mesi a meno che i miei avvocati non li hanno messi in mano a qualcuno, ma non credo. Nell’ultimo incontro con Lovati ho chiesto esplicitamente se potesse saltare fuori qualcosa sull’ipotesi corruzione e la sua risposta è stata negativa”. E sull’appunto trovato in casa dei suoi genitori: “C’era anche un altro appunto con altre cifre che mio padre aveva realizzato per i costi degli avvocati, ci sono anche i 6mila euro per la consulenza per Garofano. Secondo me quello era un appunto di lui che parla con gli avvocati chiedendo quanto venisse. Credo che la data fosse sbagliata, se era febbraio 2016 io non ero neanche dentro questa cosa”.

A Sempio sono state fatte anche domande su Chiara Poggi: "Se c’è il mio Dna sulle unghie di Chiara? Qualora ci fosse un qualche collegamento con me….io semplicemente frequentavo quella casa. Mai visto video di Chiara Poggi intimi, parlarne mi sembra una mancanza di rispetto. Io Chiara Poggi l’ho vista forse meno di una decina di volte, eravamo molto distanti anche come età. Non frequentavamo gli stessi posti. Non l’ho mai vista in pigiama, non avevamo rapporti o confidenza. Mai avuto neanche un rapporto con le gemelle Cappa, che io ricordi non ci siamo mai incontrati”.

Sul movente del delitto, ancora oggi ignoto, ha concluso: “Mi sembrano tutte grosse suggestioni, anche rispetto alla questione del Santuario delle Bozzole. Mi sembra ipotesi molto tirata per i capelli. Io non sono mai stato al Santuario, né ho frequentato quel giro. Come faccio a rimanere calmo? E’ un po’ come i soldati durante le guerre in trincea, sei rassegnato ad aspettare che passi".

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