Sulla pandemia covid “Draghi non ne ha azzeccata una”, non le manda a dire il professor Massimo Galli, direttore delle Malattie infettive al “Sacco” di Milano e docente alla Statale, dopo l’annuncio da parte del Premier di nuove riaperture a partire già dal mese di aprile con il ritorno della zona gialla e la ripresa delle attività di bar e ristoranti nelle regioni con una curva dei contagi più controllata. “Con l‘annuncio delle riaperture è stato dato un messaggio di liberi tutti che non ci possiamo ancora permettere" perché Ci saranno un milione di infezioni attive in Italia o pensate che tutti i positivi si fanno il tampone e vengono a saperlo?” ha dichiarato Galli senza nascondere la sua rabbia in una intervista al Fatto Quotidiano.

“Temo la diffusione dell’infezione. Abbiamo per mesi giocato coi colori e in Sardegna abbiamo recentemente visto il risultato più impietoso passando in pochissimo tempo dal “bianco” al “rosso”. E ora eccoci qui a dare un segnale di riapertura generalizzata mentre le infezioni attive nel Paese sono tra il mezzo milione e il milione. E queste sono stime conservative” ha spiegato l’esperto che da sempre mette in guardia da facili entusiasmi nella lotta alla pandemia. Al pari di Crisanti che ha parlato di "stupidaggine epocale”per la decisione sulle riaperture, per Galli il sistema dei colori non ha funzionato, e nemmeno la campagna vaccinale anti covid va così bene da poter stare tranquilli.

Per i due professori il rischio calcolato di cui parla il governo è "ben poco o male calcolato". “Da qui al 26 aprile al trotto attuale avremo tre milioni e mezzo di nuovi vaccinati a esagerare, quindi 17 milioni in tutto. Il che significa non arrivare neppure a trenta dosi ogni cento persone. Per capirci, nel Regno Unito sono a sessanta dosi ogni cento persone. E risultati importanti si ottengono quando vengono superate le cento dosi ogni cento persone perché vuol dire che si è già partiti con i richiami” ha sottolineato Galli che è contrario anche alla riapertura delle scuole.