Francesca Ercolini morta in casa a Pesaro 4 anni fa, trovata frattura da strangolamento: si rafforza pista omicidio

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Francesca Ercolini.
Sul collo della giudice Francesca Ercolini è stata trovata una lesione non compatibile con l’impiccagione. Il solco sarebbe maggiormente compatibile con lo strangolamento: si allontana in questo modo l’ipotesi di suicidio con la quale il caso era stato chiuso dopo la morte della donna, avvenuta nel 2022. Indagato il marito di Ecolini e l’amico poliziotto.

La seconda autopsia effettuata sul corpo di Francesca Ercolini ha fatto emergere una frattura sul collo della magistrata non compatibile con l'impiccagione. La lesione, invece, sarebbe legata allo stragolamento: il dettaglio sembra indirizzare ulteriormente gli inquirenti verso la pista dell'omicidio, già considerata dalle indagini.

La 51enne di Campobasso, presidente della seconda sezione civile del tribunale di Ancona, venne trovata morta nel dicembre 2022 nella sua casa nel centro di Pesaro dove viveva con il marito e il figlio, all'epoca 17enne. La famiglia non ha mai creduto alla pista del suicidio, mentre il marito e un amico poliziotto hanno asserito per anni che la 51enne si fosse tolta la vita.

Secondo i due, la donna si sarebbe impiccata con un foulard alla ringhiera della scala interna. Quando sono arrivati i soccorsi, il corpo della magistrata era già a terra e al ritrovamento sono seguiti pochi e frettolosi accertamenti che hanno confermato il suicidio. La mamma della donna, assistita dall'avvocato Giuseppe Lattanzio, ha lottato per la riapertura del fascicolo di indagine.

Iscritti al registro dell'indagato con l'accusa di omicidio sono il marito di Ercolini, Lorenzo Ruggeri, e l'amico poliziotto. Ora gli accertamenti svolti in incidente probatorio sono finiti e il gip del tribunale de L'Aquila ha fissato per il 5 novembre la data per il deposito delle relazioni del Ris e del medico legale. Il 20, invece, è fissata l'udienza in cui le parti sono chiamate a confrontarsi. La perizia, secondo i consulenti degli investigatori, chiarirà se la donna si sia davvero impiccata o se, come ipotizza la Procura, il suicidio sia stato inscenato.

Il medico che effettuò la prima autopsia certificando il gesto autoconservativo è indagato insieme a 4 funzionari delle forze dell'ordine e al marito della vittima per depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio in relazione alle prime fasi dell'inchiesta. La salma della 51enne è stata riesumata proprio per permettere ai consulenti di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso gli accertamenti e le simulazioni dei Ris nell'appartamento di Pesaro.

Dall'esame medico legale era già emersa la scarsa compatibilità del solco sul collo con il foulard. La lesione sarebbe maggiormente compatibile con una corda, un cavo o un laccio. Al 118, nei momenti dei primi soccorsi, il figlio aveva parlato di "cordino" e mai di un foulard. L'arma potrebbe essere stata il filo elettrico di una delle due lampade sequestrate dal Ris nei mesi scorsi.

I lividi trovati sul corpo della donna racconterebbero poi la lotta della 51enne per resistere all'aggressione. Le questioni relative alla dinamica sono state ricostruite dai Ris con un manichino della stessa altezza di Francesca. Test sono stati effettuati su un foulard simile a quello appeso al collo della donna per 15 minuti, mentre altri accertamenti sono stati effettuati per capire come la 51enne possa essere salita sulla ringhiera, restando in equilibrio il tempo necessario per avvolgerlo attorno al collo. Le risposte sono contenute nella perizia, il cui contenuto sarà svelato in vista dell'udienza del 20.

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