Nuovo caso di omofobia in Italia. Uno studente universitario di 20 anni di Massa ha reso noto di esser stato picchiati da uno sconosciuto che l'avrebbe colpito al volto con un casco da moto dopo averlo insultato per la sua omosessualità. Il ragazzo, secondo il suo racconto fatto su Fb e rilanciato anche da un'organizzazione locale Lgbt, stava tornando a casa insieme a un'amica, quando l'aggressore l'ha apostrofato e colpito, per poi darsi alla fuga.

L'episodio è avvenuto sabato sera e a raccontarlo è stata la stessa vittima in un post pubblicato sul suo profilo Facebook:

“Ieri sera in centro a Massa verso mezzanotte e un quarto ero con la mia amica che avevo accompagnato al motorino, uno che passa accanto a noi mi guarda e mi dice ‘Che finocchio'. Io, che zitto non ci sto, mi sento di rispondergli ‘Guardati per te'. Questo si gira offeso e mi ridice ‘Dimmelo nel muso'. Io mi sono fermato e gli ho ridetto ‘Guardati per te'. Questo avvicinatosi ha continuato a chiedermi in modo aggressivo di dirglielo in faccia, come se fosse colpa mia. Io gli ho ripetuto di farsi i cavoli suoi e di guardarsi per sé. Tempo zero, mi ha tirato dritto in fronte il casco che aveva sottobraccio. Io poi non ho capito più niente perché quella botta inaspettata mi ha rimbambito del tutto. Ho solo sentito il suo amico che mi ha detto, a mo’ di monito ‘Bada a come rispondi'". Ma che ho fatto? Ho risposto ad una legittima provocazione e per questo mi devo meritare le cascate in testa?

Il giovane ha continuato:

Sul discorso del ‘finocchio', davvero c’è poco da dire perché in primis io faccio quello che mi pare senza doverne rendere conto a nessuno e nessuno si deve permettere di giudicare quel che faccio perché chi si fa i cavoli suoi campa cent’anni; in secundis il fatto che abbia usato quella parola per ledere la mia virilità (perché si sa, quando un ragazzo ti da in modo dispregiativo del finocchio lo fa per minare la sicurezza virile altrui di maschio dominatore a favore della sua) fa già capire quanto questo sia poverino e di ristrettezza mentale da dover ricorrere a queste paroline per sminuirmi, anche se ovviamente dà fastidio e per questo ieri ho riposto. Ma di certo non saranno un presunto insulto e una cascata in fronte a impedirmi di andare avanti con la mia vita. Anzi, come dice Nietzsche “quel che non mi uccide, mi fortifica”. Questo è stato più uno sfogo mio personale riguardo l’accaduto. Io sto benissimo, ho solo il sopracciglio gonfio niente di grave. L’unica cosa che posso dire? Magari qualche pattuglia di vigilanza in più per Massa e sensibilizzare di più la popolazione massese in qualche modo non sarebbe male, perché io ero davanti al teatro Guglielmi di sabato sera ed era pieno di persone, ragazzi ed adulti, e nessuno ha mosso un dito”.