Femminicidio Messina, chi era Daniela Zinnanti: “Si prendeva cura della madre e di tutti i familiari”

Daniela Zinnanti, 50 anni, è stata trovata senza vita nella sua casa di Messina. A ucciderla è stato l'ex compagno, Santino Bonfiglio, 67 anni. L'uomo, come apprende Fanpage.it da fonti qualificate si trovava agli arresti domiciliari per reati contro la persona, violenza e minacce, e con la vittima c'era già un procedimento penale in corso legato proprio a pregressi episodi di violenza. L'uomo non aveva il braccialetto elettronico, ma ha eluso la misura dei domiciliari per recarsi in casa della ex compagna per toglierle la vita con decine di coltellate, come ha confessato durante l'interrogatorio con la Polizia di Stato di Messina.
Daniela faceva parte di una famiglia numerosa composta dai suoi sei fratelli e dalla madre anziana di cui si prendeva cura. Il suo è un nuovo caso di femminicidio e il copione è sempre lo stesso, come ha denunciato all'Ansa il fratello della vittima, Roberto Zinnanti: "Dopo che l'aveva mandata all'ospedale con sette costole rotte, si era decisa a chiudere definitivamente i rapporti con questa persona che però non si dava per vinta. Un altro femminicidio annunciato". La donna aveva denunciato Bonfiglio almeno due volte. La prima era tornata sui propri passi, mentre la seconda volta aveva proseguito e aveva anche deciso di interrompere il rapporto.
"Purtroppo era convinta, in un primo tempo, di poterlo cambiare e una prima volta, dopo averlo denunciato per maltrattamenti, ha anche tolto la denuncia. Ma questa seconda volta no. Aveva anche convissuto con lui, ma poi non andavano d'accordo e lo aveva mandato via. Sia io che mia madre le ripetevamo spesso di lasciarlo perdere, e finalmente l'ultima volta ha seguito i nostri consigli, ma l'uomo colto dalla disperazione ieri l'ha brutalmente uccisa".
Il corpo di Daniela Zinnanti ritrovato dalla figlia
La donna aveva anche una figlia che si era sposata la scorsa estate, e a trovare il corpo nel Quartiere Lombardo è stata proprio lei, insospettita dall'assenza di contatti nelle ultime ore. Alla vista della madre priva di vita la giovane si è sentita male, ed è stato necessario il trasporto in ospedale. Non c'è stato niente da fare per Daniela invece: i medici giunti sul posto dopo l'allarme lanciato dalla figlia non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Come emerge dalle testimonianze di queste ore, il centro della vita della vittima era proprio la famiglia. "Mia sorella badava quando poteva a nostra madre – ricorda il fratello – Era una donna stupenda che voleva bene a tutti noi, a sua figlia e anche a mia madre. Faceva quanto poteva per stare più tempo con lei".
La dinamica del femminicidio: l'ex compagno l'ha colpita decine di volte con un coltello
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo si sarebbe recato a casa della donna per parlare, incapace di accettare la fine della relazione. Al rifiuto della donna ha estratto il coltello per colpirla decine di volte, fino alla morte. L'arma del delitto è stata ritrovata in un cassonetto vicino all'abitazione della vittima.
"Voleva chiudere finalmente, ma lui non voleva darsi per vinto – ha detto Roberto Zinnati – Credo che ci sarebbe stato il processo a breve per questa brutale violenza e forse lui voleva convincerla a perdonarlo ancora, a ritirare la denuncia, a riprovare a continuare… Ora è accaduto questo. Servono più tutele in situazioni come queste. mia sorella però è stata uccisa e non c'è più".