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Coronavirus
10 Giugno 2021
09:45

Farmaci scaduti, poca igiene, infermieri non vaccinati: insicure il 10% delle ambulanze italiane

Su un totale di 1.297 ambulanze impiegate nei servizi di emergenza sanitaria in questo periodo di Covid, 160 mezzi – cioè oltre il 10% – sono risultati al di sotto degli standard di sicurezza e igiene richiesti. È quanto emerge da un’indagine dai Carabinieri del Nas sui veicoli impiegati nel trasporto e soccorso sanitario.
A cura di Davide Falcioni
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Su un totale di 1.297 ambulanze utilizzate nei servizi di emergenza sanitaria in questo periodo di Covid, 160 mezzi – cioè oltre il 10% – sono risultati al di sotto degli standard di sicurezza e igiene richiesti. È quanto emerge da una serie di controlli svolti dai Carabinieri del Nas sui veicoli impiegati nel trasporto e soccorso sanitario. Sono state contestate 52 violazioni penali e 113 amministrative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, mancanza di idonee procedure di pulizia e sanificazione dei mezzi sanitari, presenza di parti arrugginite e incrostate, impiego di mezzi privi di autorizzazioni e requisiti per svolgere adeguatamente il trasporto di malati. Insomma, in più di un caso su dieci neppure le ambulanze erano "luoghi sicuri".

I controlli: ossigeno e farmaci scaduti, personale non vaccinato, mancanza di estintori

In particolare, secondo quanto rivelato dai militari, 29 violazioni sono riconducibili alla mancata adozione dei sistemi di prevenzione incendi e di revisione degli estintori, mentre altre 20 riguardano la detenzione, a bordo dei mezzi o come scorte di magazzino, di farmaci, bombole di ossigeno e dispositivi medici scaduti. Durante i controlli sono state infatti sequestrate 154 confezioni di farmaci, tra antidolorifici e anestetici, e 38 bombole di ossigeno medicinale tutti scaduti; la stessa motivazione ha determinato il vincolo di 464 dispositivi medici (ago-cannule, maschere per anestesia e per ossigeno, sondini e deflussori), altrettanto importanti per un immediato primo soccorso o trattamento sul mezzo di pazienti bisognosi. Tra gli episodi più significativi, sono state rilevate dai Carabinieri dei Nas tecniche elusive per evitare il controllo delle ambulanze irregolarmente adibite al trasporto di infermi nonché ventilatori polmonari collegatori a bombole contenenti ossigeno medicinale con data di scadenza superata addirittura dal luglio 2018. Per finire, gli accertamenti hanno evidenziato personale infermieristico e di ausilio, impiegati a bordo di ambulanze di emergenza-urgenza, privi di abilitazione e di corsi basici di primo intervento, in altri casi invece ancora non sottoposto alla vaccinazione anti-COVID. Proprio a causa di gravi carenze igienico-gestionali e di impiego di mezzi non idonei alle attività sanitarie, sono stati eseguiti provvedimenti di sospensione dell'attività con divieto d'uso di 9 ambulanze appartenenti ad aziende private operanti nel settore, per un valore di 500 mila euro. Le irregolarità sono state riscontrate in particolare a Roma, Milano, Catania, Palermo, Alessandria, Pescara, Udine e Parma.

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