Famiglia nel bosco, servizi sociali promuovono il padre ma la coppia fa ricorso: “Bimbi non mangiano più senza mamma”

È pronta a fare ricorso la cosiddetta famiglia nel bosco dopo l’allontanamento della madre dei piccoli dalla casa famiglia dove finora Catherine Birmingham era stata ospitata coi bambini a Vasto. Il legale infatti ha annunciato che è pronto a presentare alla Corte d’appello dell’Aquila l’istanza contro il provvedimento disposto dal Tribunale per i Minorenni nel quale la donna è definita una figura fortemente "oppositiva alle indicazioni del personale", e caratterizzata da "frequenti scatti d'ira" e incline a non seguire le regole.
L’avvocato ha già predisposto i documenti e lunedì consegnerà l’istanza che punta a una sospensione provvisoria del provvedimento di allontanamento della madre. Una richiesta che, se accolta, potrebbe riportatore la donna in comunità prima che i figli siano spostati in altra struttura, nell'attesa di entrare nel merito e valutare le varie perizie già chieste sia sui genitori che sui figli.
A favore della sospensione dell’allontanamento di Catherine Birmingham si è già schiarata anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. “In nome del principio inaggirabile del superiore interesse del minore, auspico un ulteriore approfondimento medico indipendente sulla base di quanto già verificato. Approfondimento atto a verificare le possibili conseguenze di questo trasferimento-separazione sulla salute dei tre bambini. E auspico pertanto che la decisione di trasferire i minori separandoli dalla madre venga sospesa in attesa degli esiti di questo nuovo esame” ha scritto il garante.
Per ora però la donna è stata già allontanata in base all’ordinanza che accoglie la relazione di assistenti sociali ed educatori della struttura che la descrivono come “ostile squalificante” con continui comportanti che sminuiscono il ruolo degli educatori della casa famiglia. "Catherine è spesso ostile e squalificante” verso le educatrici, chiamandole “cattive persone” anche davanti ai bambini, “deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e/o le nostre spiegazioni. Non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa" si legge nella relazione.
Lo stesso report invece promuove il padre Nathan Trevallion, il cui atteggiamento è descritto come estremamente positivo in ogni fase del procedimento, "utile a rasserenare i figli e la madre", anche nel caso dei vaccini ai piccoli. Un comportamento che ha spinto gli assistenti sociali a suggerire ai giudici maggiori incontri dell’uomo con i minori. “Appare utile che servizio sociale, tutrice e curatrice valutino le possibilità di intensificare la frequentazione a distanza o in presenza, tra i minori e il padre che in più occasioni ha mostrato buone capacità di contribuire all’assistenza morale in favore dei figli” si legge nel report.
La famiglia però racconta di una separazione traumatica tra madre e figli con urla e pianti e il maschio che addirittura avrebbe minacciato di non mangiare più in assenza della madre. “Non capivano perché la mamma non fosse presente. I più piccoli erano i più spaventati. Il maschio ha giurato che farà lo sciopero della fame fino a quando sua madre non tornerà” ha raccontato la zia dei bimbi, rivelando il momento della prima colazione dei piccoli senza madre e una videochiamata con la donna: “Mia sorella Catherine gli ha spiegato che invece doveva mangiare per essere forte e continuare ad essere parte di un team forte, che dovevano restare uniti come sempre”.