Famiglia nel bosco, le educatrici dei bimbi: “La madre ci deride ed è ostile, papà figura più conciliante”

Secondo Lucia Fiorillo, la responsabile della casa famiglia di Vasto dove dal 20 novembre vivono i 3 fratellini cresciuti nel bosco di Palmoli insieme ai genitori, la mamma dei minori, Catherine Birmingham, sarebbe "spesso ostile e squalificante sui tentativi degli assistenti sociali di trovare un punto di incontro". Secondo quanto scrive Fiorillo nella sua relazione, Birmingham non si fiderebbe di nessuno, influenzando l'atteggiamento dei bambini che, a suo dire, "sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa".
La relazione dell'Asl aveva aperto uno spiraglio per il rientro a casa dei tre minori e caldeggiato il ricongiungimento familiare, ma i servizi sociali e la struttura che ospita i bambini descrivono invece una situazione di "conflitto permanente". Catherine Birmingham, mamma dei tre fratellini, vive nello stesso edificio dei figli ma può vederli solo in corrispondenza dei pasti. La convivenza forzata avrebbe generato litigi tra la donna, desiderosa di riportare a casa i minori insieme al marito, Nathan Trevallion, e i responsabili della struttura.
L'ultimo attrito sarebbe nato con l'assistente sociale Veruska D'Angelo, contro la quale gli avvocati difensori della famiglia anglo-australiana avevano presentato un esposto in data 29 gennaio. Nei confronti di D'Angelo non sarà aperto alcun procedimento disciplinare perché, secondo l'Ente d'Ambito sociale, l'assistente sociale ha agito correttamente e non vi sono margini per parlare di pregiudizio nei confronti della famiglia.
Resta però il conflitto con Birmingham, che per D'Angelo sarebbe in un quadro di litigiosità con le autorità. Uno dei terreni di scontro principali, come scrive il quotidiano Il Centro, resterebbe l'istruzione: l'insegnante che sta seguendo i tre bimbi nella casa famiglia avrebbe chiesto di essere affiancata da un'educatrice interna alla struttura, ma Birmingham si sarebbe mostrata estremamente contraria. Secondo Fiorillo, almeno inizialmente, ciò non sarebbe stato possibile perché la donna si era mostrata riluttante sulla richiesta e i bambini avrebbero percepito il rifiuto della madre.
L'atteggiamento di mamma Catherine sarebbe peggiorato da Natale, quando i bimbi non sono rientrati a casa dal padre. "La collaborazione – sottolineano dalla struttura – è fondamentale per il benessere dei minori e richiede tempo e impegno concreto, anche in situazioni di disaccordo e in stato di preoccupazione e disadattamento". Anche al momento delle vaccinazioni, Birmingham avrebbe mostrato il suo disappunto: i piccoli sono immunizzati, ma la donna avrebbe manifestato espressamente la sua contrarietà, agitando i bambini. "Con l'aiuto di entrambi i genitori, è stato poi però possibile somministrare loro le dosi", sottolinea D'Angelo.
Secondo gli assistenti sociali, invece, gli incontri con il papà, Nathan Trevallion, che vive fuori dalla struttura, sarebbero positivi. "Sono momenti vissuti con entusiasmo dai bambini – si legge nel documento – che giocano insieme al papà che mostra interesse e comprensione per i loro sentimenti, li incoraggia e li rassicura, fornendo loro anche notizie dei loro amati animali". L'uomo, secondo gli assistenti sociali, mantiene un ruolo di contenimento e supporto.