Famiglia intossicata dal monossido nell’Astigiano: morto padre, figlia e nipote in camera iperbarica

Tragedia nel piccolo comune di Cortandone, nell’Astigiano. Nel pomeriggio di ieri, domenica 8 febbraio, un uomo di 73 anni ha perso la vita a causa di una grave intossicazione da monossido di carbonio, mentre altri familiari sono stati soccorsi e ricoverati.
L’allarme è scattato intorno alle 17, quando il nipote ha iniziato a rendersi conto che qualcosa non andava: difficoltà respiratorie diffuse, un forte mal di testa e una sensazione di malessere che coinvolgeva tutti i presenti in casa. È stato lui a contattare il 118. I sanitari, già insospettiti dai sintomi descritti durante la chiamata, sono arrivati sul posto con strumentazioni specifiche per rilevare la possibile presenza del gas letale. Le misurazioni hanno confermato una saturazione pericolosa degli ambienti.
A quel punto è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, giunti insieme ai reparti specializzati. I soccorritori hanno provveduto a evacuare l’abitazione e a portare all’esterno i componenti della famiglia. Per l’uomo, trasferito d’urgenza all’ospedale di Asti in condizioni critiche, nonostante i tentativi di rianimazione non c’è stato nulla da fare: durante l’emergenza avrebbe avuto un infarto ed è deceduto poche ore dopo il ricovero.
La figlia e il nipote, nati rispettivamente nel 1981 e nel 1991, sono stati inizialmente accompagnati anche loro all’ospedale di Asti e successivamente trasferiti a Torino, dove sono stati sottoposti a trattamento in camera iperbarica. Le loro condizioni sono state classificate in codice arancione e non risultano in pericolo di vita.
Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti anche i carabinieri per gli accertamenti e i nuclei specializzati dei vigili del fuoco, tra cui il reparto Nbcr e il Gruppo Nia. Presente anche il sindaco di Cortandone. Su disposizione della magistratura, l’abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici. Tra le ipotesi al vaglio, un possibile malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento o una fuga di gas.
La vittima, di origini marocchine e residente da poco tempo nel centro piemontese, viveva con la figlia e il nipote. La notizia ha colpito profondamente la comunità locale, che si è mobilitata per rintracciare i parenti. Un altro figlio dell’uomo, residente a Villafranca, ha già dato la propria disponibilità a ospitare la sorella e il nipote finché la casa non sarà dissequestrata.