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4 Dicembre 2020
16:39

“Falcone non è abbastanza famoso, ok alla pizzeria col suo nome”: sentenza shock in Germania

Secondo il Tribunale tedesco, Falcone e Borsellino non sarebbero due figure abbastanza famose da meritare tutela a livello internazionale. Così i giudici respingono la richiesta di Maria Falcone, sorella del magistrato, che aveva chiesto al titolare di una pizzeria tedesca di non utilizzare il nome del simbolo della lotta alla mafia sull’insegna del suo locale.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Aveva chiesto alla giustizia tedesca di proibire al proprietario della pizzeria "Falcone e Borsellino" di utilizzare i nomi dei magistrati uccisi nel 1992. Per il Tribunale tedesco, però, non sarebbero abbastanza noti per essere tutelati a livello europeo. Con questa sentenza shock, i giudici respingono la richiesta della professoressa Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia. Per il suo locale situato a Francoforte sul Meno aveva scelto un nome che rimandasse ai sapori italiani. L'immagine e il nome dei due magistrati scomparsi nel 1992, però, sono stati affiancati ad altrettanti "simboli di italianità" secondo il gestore del locale: foto tratte dal film "Il Padrino" e segni di proiettile dipinti sull'intonaco.

Per la giustizia tedesca, la lotta alla mafia non sarebbe più così sentita tra i cittadini. "Sono passati quasi 30 anni dalla morte di Falcone – prosegue la sentenza – il giudice ha operato principalmente in Italia e per questo motivo, in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria". A nulla sono valsi i documenti prodotti dalla Fondazione Falcone e dalla sorella del magistrato assassinato a riprova della fama internazionale e della particolare notorietà in Germania.

"Questa sentenza ci addolora molto. Proprio nel momento in cui il valore del lavoro e dell'eredità umana e professionale di Giovanni Falcone viene riconosciuto a livello mondiale, un altro magistrato scrive un verdetto simile" commenta Maria Falcone. "Meno di due mesi fa – continua – al termine della Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale riunita a Vienna, è stata approvata all'unanimità da 190 Paesi una risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone alla lotta al crimine organizzato internazionale". Per questo motivo, annuncia un ricorso in appello contro un provvedimento ritenuto ingiusto dall'associazione e dalla sorella del giudice simbolo della lotta alla mafia. "Questo provvedimento è ingiusto anche alla luce del valore che assume in una città con una fortissima presenza di italiani che conoscono bene il significato della lotta alla mafia e il sacrificio di chi per la giustizia ha perso la vita".

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