"Stiamo bene, ci stiamo riprendendo. Noi abitiamo a Geitawi, uno dei più colpiti dall'esplosione, si trova a un chilometro dal porto. Tante persone, ragazzi, giovani del quartiere si sono organizzati, hanno dato una mano tutti quanti per iniziare a sistemare". È la testimonianza ai microfoni di Fanpage.it di Filippo Porcari, cooperante italiano per l'ong Avsi in Libano, è tra le migliaia di giovani che si sono messi a disposizione per aiutare a ripulire le strade e liberarle dai detriti dopo la terribile esplosione che ha tolto la vita a oltre 150 persone e distrutto parte della città di Beirut.

Cooperante italiano a Fanpage: Lavoriamo per ricostruire dopo l'esplosione

La devastante deflagrazione partita da un deposito nella zona del porto ha provocato migliaia di feriti e la distruzione di un'area abitata da almeno 300mila persone. I danni alle abitazioni e alle attività commerciali sono ancora incalcolabili. Ragazzi, giovani dei vari quartieri, sono scesi in strada per dare una mano a ripulire le strade e permettere la ripresa del traffico. "Ci trovavamo in casa, è stato un momento abbastanza difficile, di grande incertezza, anche perché nei primi istanti non si è capito di cosa si trattasse", racconta Filippo.

Con spazzoloni e scope per ripulire le strade

L'esplosione ha messo in ginocchio il Libano, già piegato dalla crisi economica e sociale che sta attraversando l'area da molti anni. Per provare a dare una mano, spiega Filippo, "insieme ad amici e colleghi questa mattina, in maniera del tutto spontanea,  ci siamo un po' rimboccati le maniche e siamo andati a comprare spazzoloni, scope e quant'altro per dare una mano a ripulire" le strade che "sono ancora piene di detriti, di vetri".