Esplosione al porto di Livorno forse innescata da un telefono cellulare

Un improvviso urto o anche un telefonino che era addosso alle vittime, potrebbero essere state queste le cause scatenati della scintilla che poi ha innescato la devastante esplosione nel porto di Livorno uccidendo due operai al lavoro su una cisterna. Le ipotesi sono ora la vaglio della magistratura per cercare di ricostruite esattamente cosa sia accaduto nella cisterna 62 appena svuotata che poi ha portato alla morte del 25enne Lorenzo Mazzoni e del 53enne Nunzio Viola. Al momento l'ipotesi di reato è di omicidio colposo plurimo ma siamo solo all'inizio di quella che probabilmente diventerà una inchiesta molto lunga tra perizie e contro perizie. Al momento l'unica cosa certa e il momento del deflagrazione , avvenuta alle 13.45 di mercoledì mentre gli operai stavano svuotando il serbatoio per la manutenzione
A stabilirlo è stata una telecamera di sorveglianza piazzata nel porto livornese e che ha ripreso la scena. La stessa telecamera però no ha ripreso l'innesco dell'esplosione perché troppo lontana. In quel momento attorno alla cisterna erano in quattro ma due di loro si erano appena allontanati: l’autista del camion ed un altro operaio, entrambi rimasti illesi. A proteggerli i muri di contenimento in cemento che circondano la cisterna e che hanno prevenuto ulteriori danni. Si è trattato di pochi attimi, il camionista era andato a spegnere il camion che aveva appena finito di caricare i residui dell'etilene presenti nella cisterna, l'altro era andato a cercare un pila per la torcia da usare proprio nella cisterna.
Non c'è stato nulla da fare invece per le due vittime che si trovavano nella zona dello scarico del serbatoio, tra questo e il muro di contenimento, dove l'esplosione è stata massima. Al momento non è possibile stabilire dove fossero di preciso al momento dell’esplosione però i loro corpi senza vita sono stati trovati in due punti diversi. Sulle salme è stata già disposta l'autopsia che verrà eseguita dal medico legale martedì 3 aprile. Intanto giovedì sera oltre un migliaio di persone hanno partecipato al fiaccolata organizzata dai sindacati in piazza della Repubblica in memoria dei due operai morti. Presente anche il sindaco Nogarin che ha dichiarato: "Il grido che sale da questo corteo è molto chiaro, Livorno è vicina ai familiari delle vittime della tragedia di ieri e non intende accettare più in silenzio altri morti sul lavoro. Con queste fiaccole abbiamo voluto accendere una luce su un tema di cui si parla sempre troppo e per cui si fa sempre troppo poco. Non accetteremo che questa luce si spenga".
