Il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, parla del caso Orlandi alla terza edizione del Festival Trame a Lamezia organizzato da Fondazione Trame con Ala di Lamezia. La ragazza che scomparve il 22 giugno 1983, quando aveva appena 16 anni, non può essere viva, precisa il procuratore. Capaldo non ha dubbi e taglia corto rispetto a quelle ipotesi che, confondendosi con speranze e interessi mediatici, danno credibilità ad avvistamenti impossibili: "Che Emanuela Orlandi sia morta è evidente. Che altro si può pensare di una persona scomparsa che non s’è fatta mai viva con nessuno per ben 30 anni di fila?".  Indagini che durano da tre decenni e che, apparentemente, non hanno prodotto alcun risultato non sono un caso: "La verità sulla fine di Emanuela – nota il magistrato- non si è trovata per molto tempo perché troppi temevano che dietro questa storia si nascondesse una verità scomoda".

Per ricordare Emanuela è stata organizzata in serata, alle 19.30, una fiaccolata che attraverserà il centro di Roma. Precisamente si partirà dalla basilica di Sant’Apollinare, la piazza in cui Emanuela Orlandi fu vista per l’ultima volta, e si percorreranno, “le stesse strade che lei avrebbe percorso per tornare a casa se – spiega il fratello Pietro – mani ancora ignote non le avessero tolto il diritto alla giovinezza”. La chiusura della fiaccolata sarà a piazza San Pietro. L'iniziativa ha il nome significativo di "Ritorno a casa" e, nelle parole di Pietro, vorrebbe concludersi con un messaggio del Santo Padre: "la mia speranza è che possa arrivare un segnale dal Papa, che papa Francesco possa essere presente in piazza". Pietro e papa Francesco, del resto, hanno già avuto modo di parlarsi. Ricorda il fratello di Emanuela che Bergoglio disse a lui e alla madre "Lei sta in cielo", "una frase che mi ha fatto gelare il sangue".

Alla marcia sono attese centinaia di persone. Alla petizione promossa dal fratello e finalizzata a chiedere verità e giustizia, hanno aderito più di 153mila persone. "Sono centinaia anche le persone che in queste settimane mi hanno comunicato la loro partecipazione alla marcia del 22 – precisa Pietro -. Ho ricevuto adesioni da 30 città, dalla Sicilia a Lugano. Una volta a San Pietro, libereremo in aria delle lanterne cinesi e poi inizierà una veglia di preghiera e per ricordare che siamo ancora in attesa di risposte e di collaborazione anche da parte del Vaticano. La mia speranza che anche il Papa vorrà pregare con noi".