“È ostile e ha pregiudizi”: gli avvocati della famiglia del bosco chiedono la revoca dell’assistente sociale

Marco Femminella e Danila Solinas, legali della "famiglia del bosco" di Palmoli, in provincia di Chieti, hanno presentato un esposto chiedendo la revoca dell'assistente sociale nominata dal Tribunale, Veruska D'Angelo. Secondo i due avvocati si tratterebbe di una figura "ostile" che non avrebbe "svolto il proprio incarico con l'imparzialità richiesta dal ruolo". La richiesta arriva alla vigilia dei test psicologici disposti dal Tribunale dei minorenni sui genitori che dovrebbero prendere il via proprio domani.
Nel documento di otto pagine, i cui contenuti sono stati diffusi questa mattina da Il Centro, i legali riferiscono di un "conflitto personale" e di una gestione "ostile e manchevole" da parte dell'assistente sociale nei confronti della famiglia. Nell'istanza, Femminella e Solinas smentiscono le ricostruzioni dell'assistente sociale sulle condizioni dei tre bambini temporaneamente collocati in una casa famiglia di Vasto sottolineando anche l'indisponibilità, da parte della professionista, ad accettare alcune richieste che sarebbero arrivate dagli stessi minori.
Secondo gli avvocati, infatti, l'assistente sociale si sarebbe opposta non solo alla richiesta di telefonate con nonni e parenti ma anche a quella di incontrare alcuni amichetti. I legali contestano inoltre le modalità degli incontri e l'intervento dei carabinieri, avvenuto nel casolare prima della sospensione della responsabilità genitoriale. Criticata anche la ricostruzione dell'intossicazione da funghi che, secondo loro, sarebbe stata fatta passare come un avvelenamento.
Non solo. quello che viene contestato all'assistente sociale è anche una sua presunta violazione del Codice deontologico professionale. "Il privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva – scriveva in una relazione dello scorso dicembre, e riportata dal quotidiano Il Centro – rappresenta una adulterazione che deve necessariamente portare alla difesa dei diritti dell'infanzia". Per gli avvocati, questa sarebbe la prova regina del pregiudizio da parte di Veruska D'Angelo. L'operatrice si sarebbe eretta a "censore", giudicando "sbagliato" un metodo educativo diverso dal proprio e decidendo di correggerlo con la forza dell'autorità pubblica. Infine, per la difesa, avrebbe anche violato il "principio di riservatezza", rilasciando dichiarazioni alla stampa.
Intanto è stato confermato che avranno luogo domani a L'Aquila le perizie psichiatriche sui coniugi Trevallion disposte dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. Per la famiglia sarà presente lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa, che, all'Adnkronos, dice: "Le operazioni peritali iniziano con grave ritardo, è stato prolungato tempo del dolore". La perizia sulla famiglia anglo-australiana che viveva nel bosco a Palmoli (Ch) è stata affidata alla psichiatra e consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli. L'incarico, ufficializzato a gennaio 2026, mira a valutare l'idoneità genitoriale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. Le operazioni avrebbero dovuto iniziare la scorsa settimana ma sono state rinviate per mancanza di un traduttore dall'inglese all'italiano.