Si è spento il 30 ottobre a Bolzano il grande enologo Giorgio Grai. Aveva 89 anni. È stato una delle figure più importanti nel panorama del vino nel nostro Paese e non solo: il New York Times lo ha definito "artista, compositore, enologo".  Nel suo ritratto, redatto qualche anno fa, il giornale statunitense ha scritto: "È uno dei grandi uomini del vino italiano. A questa età, la maggior parte dei suoi coetanei si è lasciato alle spalle da tempo il lavoro. Giorgio Grai è, invece, inarrestabile. Ha ancora lo sguardo vivace, il guizzo e il sorriso di quando correva con le auto da rally. Fa ancora il pilota, ma non di auto, di vini. Li sceglie, li riconosce, li crea".

Il giornale trentino Il Dolomiti, per ricordare il Grande Vecchio del vino italiano scrive: "Era sicuramente il "bianchista" migliore d’Italia. Basta assaggiare certi Pinot bianco che lui proponeva in bottiglie con l’etichetta Bellendorf, vini di oltre 50 anni ancora perfettamente vitali, indimenticabili. Il palmares di Grai non ha limiti. Un suo Pinot conquistò i Tre Bicchieri del Gambero Rosso sulla prima edizione della guida vini, uno dei mitici 33 migliori vini d’Italia. Lui è il promotore di uno dei primi e più famosi wine bar, il suo, l’Edy, quello di piazza Walther a Bolzano, uno scrigno enologico che ancora custodisce bottiglie griffate Grai. Dove artisti, architetti, scrittori e ogni appassionato di vino si sono dati appuntamento, per simposi tutti da vivere".