Per il fisco erano dei veri e propri poveri, dichiarando non oltre 5mila euro all'anno. In casa, però, nascondevano un vero e proprio tesoro: 12 Rolex del valore totale di 170mila euro, gioielli per altri 100mila euro, borse e abiti firmati e banconote nascoste nel materasso. A finire nei guai – dopo un controllo eseguito dalla Guardia di Finanza – sono stati i due titolari di alcuni noti bar e ristoranti di Piacenza accusati ora dalla Procura di Piacenza, che ha coordinato le indagini, di  evasione fiscale e riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

A insospettire gli inquirenti erano state nelle scorse settimane le segnalazioni di alcuni istituti di credito cittadini che avevano riscontrato ingenti depositi di denaro contante e prelievi importanti apparentemente immotivati. I finanzieri hanno immediatamente capito che quelle ingenti somme di denaro liquido non erano giustificate dalle attività di ristorazione gestite dai due, né tantomeno dai pochi redditi dichiarati al fisco nel corso degli ultimi anni. Nei giorni scorsi, su delega del pubblico ministero Daniela Di Girolamo, i militari del nucleo di polizia economico-finanziaria hanno quindi eseguito una serie di perquisizioni negli uffici commerciali delle società e presso le abitazioni dei loro titolari.

Nei locali sono stata trovati trovati svariati documenti che hanno permesso di ricostruire una “contabilità parallela” a quella ufficiale e basata su un cospicuo giro di nero. Nelle case dei due ristoratori oltre a gioielli e abiti per centinaia di migliaia di euro di valore i finanzieri hanno trovato e sequestrato 250mila euro in banconote dal taglio di 100 e 50 euro, raccolte in mazzette avvolte accuratamente nel cellophane, ed in buona parte nascoste nel materasso di un lettino ripiegabile. Un’altra parte era invece in un armadietto adibito alla custodia di armi.