Delitto Garlasco, l’ex pm Venditti sulle intercettazioni di Sempio: “Autorizzai io rilascio ai legali di Stasi”

"Se non hai parole chiave, vuol dire che non sai cosa stai cercando e se non lo sai, vuol dire che le tue indagini non hanno portato a nulla". A parlare è l'ex pm Mario Venditti, indagato nell'ambito del nuovo ramo dell'inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, avvenuta nell'agosto del 2007.
L'ex pm ha rilasciato un'intervista a Quarto Grado e ai microfoni della trasmissione Mediaset è tornato su due notizie: la prima, quella relativa alla decisione del tribunale del Riesame sull'annullamento del sequestro dei suoi dispositivi elettronici, ora restituiti, e la seconda relativa invece al rilascio degli audio delle intercettazioni a carico dei Sempio.
Venditti ha infatti rivelato di aver autorizzato il rilascio dei file audio delle intercettazioni richiesti dagli avvocati difensori di Alberto Stasi, l'ex fidanzato di Chiara Poggi oggi condannato per il delitto di Garlasco.

La trascrizione delle intercettazioni
La trascrizione degli audio delle intercettazioni relative alla famiglia Sempio è al centro della nuova inchiesta per il delitto di Garlasco, in particolare per il ramo relativo alla presunta corruzione in atti giudiziari che ha visto coinvolto proprio l'ex pm Venditti, insieme ai due ex carabinieri della polizia giudiziaria Giuseppe Spoto e l'ex luogotenente Silvio Sapone.
Nelle intercettazioni, la famiglia di Andrea Sempio parla degli interrogatori ai quali il giovane oggi indagato per concorso in omicidio avrebbe dovuto sottoporsi. Nel 2017, infatti, Sempio riferiva al padre di alcune domande a lui rivolte sul delitto che lo avevano fatto "ben sperare" sulla posizione dei magistrati nei suoi confronti, mentre in altre conversazioni il padre del nuovo indagato, Giuseppe Sempio, fa riferimento a soldi contanti da consegnare con la moglie, Daniela Ferrari.
La trascrizione di queste intercettazioni ha portato alle nuove indagini sull'ex pm Venditti, che si era occupato del caso, e all'accusa relativa al concorso in omicidio ipotizzata per Andrea Sempio.
Secondo quanto sottolinea anche Venditti nell'intervista televisiva andata in onda nella serata di ieri, a Spoto sarebbe stato chiesto di trascrivere in fretta le intercettazioni. Questo avrebbe portato a errori rispetto agli audio originali, omissioni o alterazioni, con frasi non risultanti nei brogliacci ufficiali.
"È una prassi del tutto normale quella della fretta sulla trascrizione delle intercettazioni per vicende giudiziarie così grandi – ha sottolineato Venditti -. La polizia giudiziaria ha avuto un'interlocuzione con Sempio del tutto legittima, serve anche a spingere un indagato a scoprirsi. È un'attività lecita ma pericolosa e infatti oggi questi ex agenti sono chiamati a giustificare un'interlocuzione ritenuta sospetta che invece sospetta non è".
La richiesta del team difensivo di Alberto Stasi e la concessione del 2022
Il team difensivo di Alberto Stasi, l'allora fidanzato di Chiara Poggi condannato per il delitto, ha chiesto più volte il rilascio di circa 800 audio di intercettazioni relative ad Andrea Sempio e alla sua famiglia. Gli avvocati difensori di Stasi hanno chiesto accesso agli audio poco dopo l'archiviazione della posizione dell'amico di infanzia di Marco Poggi (avvenuta nel marzo del 2017), ma la richiesta sarebbe stata respinta.
Nel 2022, poi, i difensori sono riusciti ad ottenere gli audio delle intercettazioni ambientali e telefoniche e ora il contenuto di quelle conversazioni ha assunto un peso specifico nella nuova indagine che vede Andrea Sempio come indagato per concorso in omicidio.
"Il rilascio degli audio delle intercettazioni è stato accordato proprio da me nel 2022 – ha sottolineato Venditti nel corso dell'intervista -. Cosa è cambiato dal 2017 al 2022? Avevano impostato la richiesta in modo diverso e Stasi non era più persona offesa, perché in questa storia non è affatto offeso, ma persona interessata. Il procuratore Fabio Napoleone (che ha riaperto le indagini su Garlasco ndr) non c'entra niente, come invece si crede".
Venditti è poi tornato sulle indagini a carico della famiglia di Andrea Sempio. "A me dispiace per loro, so che da quest'indagine non uscirà nulla perché si basa su un peccato originale che è il mancato rispetto per il giudicato".