Nessuna traccia del reddito di cratere, né di misure che semplifichino la giungla burocratica. Malgrado le promesse della vigilia, le proteste dei mesi scorsi di Movimento 5 Stelle e Lega e le pressioni dei comitati dei terremotati il decreto terremoto non cambierà e, stando a quanto rivelato dal blog specializzato Sibilla Online, rimarrà come licenziato dal Senato, nella versione presentata dal governo Gentiloni prima del passaggio di consegne al nuovo esecutivo: "In Commissione Ambiente della Camera – spiega Sibilla Online – il governo rappresentato da Laura Castelli, M5S, viceministro dell’Economia, e il relatore Tullio Patassini, deputato della Lega, hanno bocciato tutti gli emendamenti presentati. Il testo, ha chiarito la Castelli, arriverà in Aula lunedì così come è uscito dal Senato e come tale sarà approvato".

Non ci saranno novità sostanziali, o almeno non in questa fase: prevista solo una sanatoria per le case autocostruite e considerate abusive e un condono per le difformità gravi nelle abitazioni da ricostruire, ma si tratta di norme che erano allo studio da mesi e alla cui stesura hanno partecipato la precedente maggioranza, le opposizioni ma anche gli enti locali con sindaci e regioni. Di una massiccia semplificazione burocratica, promessa dal Presidente del Consiglio Conte nella sua prima uscita, non c'è traccia così come delle tante richieste presentate nei mesi scorsi dal Coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia: il reddito di cratere – ovvero una misura di sostegno economico ai terremotati in difficoltà – dovrà attendere, così come della "completa defiscalizzazione e decontribuzione per i due anni successivi all’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato" alle aziende del cratere che assumono un terremotato.

Se ne ridiscuterà probabilmente più avanti, quando saranno più chiari i margini di manovra nell'ambito del bilancio. Nel frattempo, comunque, il "governo del cambiamento" non ha sostanzialmente cambiato molto rispetto alla gestione dei governi Renzi e Gentiloni. Francesco Pastorella, coordinatore del coordinamento dei Comitati Terremoto Centro Italia, ha commentato: "Siamo molto delusi, ci aspettavamo un cambio di marcia dopo le promesse e le rassicurazioni dei mesi scorsi. Invece ci tocca constatare che nulla di concreto è stato fatto, né sul piano del sostegno economico né per la semplificazione burocratica. Avevamo chiesto chiaramente che si prendessero provvedimenti innanzi tutto per sostenere i terremotati rimasti senza lavoro, ad esempio dando loro la priorità nelle assunzioni nei concorsi pubblici. Una misura minima, e tra l'altro non onerosa: neppure questa è stata accolta. Se non ci sarà un cambio di passo non ci resterà che prendere atto che anche questo governo, come i precedenti, non ha intenzione di ascoltare le nostre richieste, e comportarci di conseguenza".