3 Gennaio 2023
13:42

Davide Ferrerio in fin di vita per scambio di persona: “Colpevoli usciranno e lui non ci sarà più”

Il dolore dei famigliari di Davide Ferrerio, il 21enne bolognese aggredito l’11 agosto scorso in Calabria per uno scambio di persona e tenuto in vita solo grazie a un respiratore artificiale. “Ogni giorno gli tengo la mano, ma so che non tornerà” ha confessato la madre.
A cura di Antonio Palma

Per i medici ormai ha pochissime speranze di potersi riprendere ma i familiari di Davide Ferrerio non si arrendono e continuano a stargli accanto nella speranza di un qualsiasi segnale di recupero del 21enne, anche se flebile.

Attaccati ora all’unica cosa che rimane, la speranza, i parenti si alternano tutti i giorni, festivi e feriali, all’ospedale Maggiore di Bologna dove il 21enne, aggredito l’11 agosto scorso in Calabria per uno scambio di persona, è ricoverato e tenuto in vita solo grazie a un respiratore artificiale.

Accanto a lui, nel reparto di Rianimazione, hanno trascorso anche le festività natalizie e il capodanno nella speranza di un qualsiasi segnale di ripresa del ragazzo pestato selvaggiamente a Crotone dove era in vacanza l’estate scorsa.

“Passiamo tutti i giorni qua: Natale in rianimazione e Capodanno in rianimazione ma Davide sta sempre così” sono le parole di dolore del fratello Alessandro che, insieme alla mamma, si alterna nella sua stanza per stargli accanto.

“Davide sarebbe stato in piazza Maggiore con noi, come tutti gli altri anni. Ci saremmo divertiti, avremmo festeggiato e brindato al nuovo anno. Invece il mio Davide è qui, da cinque mesi ormai. Ogni giorno gli tengo la mano, ma so che non tornerà” ha dichiarato al Quotidiano nazionale la mamma, Giuseppina Orlando, consapevole che “non ci sono più speranze perché quei maledetti me l’hanno ucciso".

“Quei maledetti” sono Nicolò Passalacqua, 22enne autore materiale del pestaggio accusato di tentato omicidio, ma anche gli altri tre indagati: Anna Perugino – secondo gli investigatori la persona da cui è partito tutto – la figlia, 17enne all’epoca dei fatti e ora appena maggiorenne, e un 34enne che avrebbe partecipato attivamente alla spedizione punitiva.

A loro va continuamente il pensiero dei familiari di Davide Ferrerio, consapevoli che in alcuni casi i reati contestati non prevedono pene durissime mentre il 21enne rimarrà molto a lungo in un letto d’ospedale, in coma.

“Alla ragazza, se andrà bene, le daranno 3 anni, uscirà quando avrà l’età che ha ora Davide, ma quando lei sarà fuori mio fratello non ci sarà già più” sono le parole di sconforto di Alessandro Ferrerio.

Proprio la ragazza sarebbe stata al centro della spedizione punitiva nei confronti di un 31enne che da giorni stava chattando con lei, tramite un account social fittizio. L’uomo era stato attirato in una trappola con un finto appuntamento ma aveva capito il pericolo e si era allontanato.

Subito dopo, però, temendo di essere inseguito, aveva mandato un messaggio alla ragazza dicendo falsamente che indossava una camicia bianca. In quel momento però stava passando Davide Ferrerio che indossava proprio una camicia bianca ed è stato preso di mira.

Per questo dopo la chiusura delle indagini, la famiglia del 21enne ha chiesto che sia incriminato anche il 31enne che avrebbe innescato lo scambio di persona. “Se il 31enne non avesse mandato quel messaggio mentre era già fuggito nulla sarebbe accaduto” spiegano.  La Procura però ha chiesto per lui l’archiviazione, ritenendo il messaggio del tutto casuale in quanto l’uomo non avrebbe visto né tantomeno indicato direttamente Davide.

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