Federica è una studentessa del liceo linguistico di Mondovì, in provincia di Cuneo. È stata bocciata per due volte alla maturità nello stesso anno. La colpa però non è sua, ma dei professori. Se la giovane dovrà ripetere l’esame per la terza volta non è per una scarsa preparazione scolastica ma, secondo i giudici, per colpa dei membri della commissione. Il tribunale ha infatti stabilito che i docenti, nello svolgere il colloquio orale, non hanno rispettato le nuove regole dettate dal ministero dell'Istruzione, svolgendo una vera e propria interrogazione materia per materia invece di una discussione multidisciplinare. Risultato? Federica è stata bocciata.

Bocciata due volte

La studentessa giovane non aveva superato l'esame al termine dell'anno scolastico 2018/2019, ma, dopo i colloqui finali, aveva redatto, unitamente ad altri suoi 36 compagni, una lettera aperta, nella quale gli altri studenti puntavano il dito contro la commissione esaminatrice di non aver rispettato le direttive ministeriali in occasione della prova orale dell'esame di stato, affidandosi dunque alle vecchie regole: una vera e propria interrogazione materia per materia. Dopo essere passata per il Tar e il Consiglio di Stato, i giudici stabiliscono che la ragazza ha il diritto di ripetere la prova. Ma al momento della ripetizione dell'orale, avvenuta a metà novembre, la commissione la ritiene nuovamente non idonea. Un’altra bocciatura.

Colpa dei professori

Storia archiviata? Neanche per sogno. Dopo un nuovo ricorso, respinto dal TAR e accolto dal Consiglio di Stato, la studentessa potrà affrontare ancora una volta l’esame, in tempi che si presumono non essere troppo dilatati. Ma non è tutto perché questa volta i giudici – è il caso di dirlo – bocciano i prof che avevano portato avanti l’esame, nominando una nuova commissione.