"Non bisogna fare paragoni con l'estate 2020. Sarà una stagione completamente diversa, con maggiore trasmissione dei contagi. Ma c'è un'altra partita doppia e essenziale da giocare, quella di vaccinare più persone possibili e tentare di bloccare l'ingresso dall'estero in Italia di nuove varianti resistenti al vaccino". Andrea Crisanti, professore di microbiologia all'Università di Padova, fa il punto della situazione che l'Italia si troverà ad affrontare nei prossimi mesi, dando anche qualche consiglio per introdurre misure a supporto del turismo estivo evitando al contempo una risalita della curva dei contagi Covid. "Con l'arrivo della bella stagione – ha detto nel corso di una intervista al Corriere del Mezzogiorno – non si può prevedere un abbassamento dei contagi. Basta vedere quello il caso Brasile, dove non c'è stato alcun beneficio legato alle alte temperature. L'unico elemento positivo che si può individuare viene dal beneficio di stare più all'aperto".

L'esperto è tornato a parlare anche delle riaperture che cominceranno da oggi, lunedì 26 aprile, in Italia, dove quasi tutte le regioni sono passate in zona gialla nonostante resti alto il numero di contagi e morti giornalieri. "Si presenterà un rischio legato all'elevato numero di casi positivi che ci sono ogni giorno. Non ci sono le condizioni per una apertura in sicurezza, come l'Inghilterra. Non sarà come a Londra", ha spiegato, aggiungendo che "l'approccio turistico alla pandemia in vista della stagione turistica deve essere improntato con una politica nazionale. Di fronte alle aperture, è intollerabile che non ci siano regole rispetto agli arrivi in Italia, soprattutto da paesi da cui provengono variabili resistenti al vaccino. Non avere regole è da dilettanti. Se devono venire da noi turisti stranieri, tamponi prima e dopo, in alcuni casi anche quarantena. Chi proviene da stati dove è presente una variante pericolosa dovrebbe attenersi alle disposizioni che l'Inghilterra ha stabilito per gli ingressi dall'India: 15 giorni di quarantena ‘vigilata' in albergo, tampone preventivo, e poi nuovi test dopo due, otto e quattordici giorni".

Non convince, secondo Crisanti, neanche la classifica di chi vaccina di più in Italia: "Questa è una graduatoria – ha affermato – che risente di propaganda e retorica. È più importante seguire la percentuale di persone anziane e fragili vaccinate, elemento importante dal punto di vista della salute pubblica. La priorità deve essere quella di mettere in sicurezza anziani e fragili. Quanto alla scuola non siamo ancora in grado di identificare, all'interno, un rischio o rischi specifici. Qualsiasi decisione è presa senza sufficienti informazioni scientifiche. Con la Dad si limitano i contagi a condizione che le scuole siano tutte chiuse. Se si lascia l'iniziativa libera alle persone è un altro discorso".