Strage di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera

Crans-Montana, arrivate a Milano le salme dei ragazzi italiani: “Le famiglie delle vittime chiedono giustizia”

Le bare con cinque dei sei giovani sono state trasportate con un volo di stato dell’Aeronautica militare che ha messo a disposizione un aereo cargo C-130. “Le famiglie delle vittime chiedono giustizia” ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Intanto il Paese elvetico si interroga sul disastro: “Ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana”.
A cura di Antonio Palma
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Rientrate oggi in Italia le salme di cinque dei sei ragazzi italiani vittime della strage di Crans Montana che ha ucciso 47 persone la notte di Capodanno. Il rimpatrio è stato organizzato dalla Farnesina dopo il riconoscimento ufficiale e il via libera delle autorità svizzere. Le bare con i giovani sono state trasportate con un volo di stato dell'aeronautica militare che ha messo a disposizione un aereo cargo C-130. Il volo, partito da Sion, è atterrato a Milano Linate dove a ricevere i feretri vi erano autorità e familiari. Presenti all'aeroporto il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario Alberto Barachini, i presidenti della Regione Lombardia Attilio Fontana, della Regione Liguria Marco Bucci e della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale e il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

Quattro salme saranno poi trasferite via terra nelle città di origine delle vittime: Milano, Bologna e Genova. Si tratta del sedicenne bolognese Giovanni Tamburi, del sedicenne milanese Achille Barosi, del quasi diciassettenne genovese Emanuele Galeppini e della sedicenne milanese Chiara Costanzo. Poi l'aereo proseguirà per Roma Ciampino, dove arriverà nel pomeriggio con la quinta salma, quella del sedicenne romano Riccardo Minghetti i cui funerali saranno celebrati nella mattinata del 7 gennaio alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo a Roma. Qui all'arrivo saranno presenti il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dello Sport Andrea Abodi. La salma della 15enne Sofia Prosperi, italo svizzera, invece non arriverà in Italia perché la famiglia risiede a Lugano.

"Le famiglie delle vittime chiedono giustizia" ha dichiarato l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, dopo aver incontrato i familiari dei morti italiani dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana che sono stati rimpatriati col volo di Stato partito da Sion. "Le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione", ha poi aggiunto, riferendosi all'incontro con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e Stephan Ganzer, capo del dipartimento per la sicurezza vallesano.

Sempre mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane, sarà osservato anche un minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico incendio avvenuto a Crans-Montana. "In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio" ha spiegato il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

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Perché i proprietari del Costellation non sono stati arrestati

Il momento di dolore e di cordoglio per le giovanissime vittime della strage di Crans-Montana in queste ore però non può oscurare i tanti interrogativi su una morte che dalle prime indagini appare frutto di mancanze e disattenzioni all'interno del locale Costellation andato distrutto dalle fiamme.  Secondo la procura del Canton Vallese, a provocare l’incendio mortale di Crans-Montana nel Costellation sono state le scintille dei fuochi che venivano messi abitualmente sulle bottiglie di champagne portate in giro dai camerieri, come si vede in diversi video girati poco prima della tragedia.

Nel registro degli indagati al momento i due titolari del locale, Jacques e Jessica Moretti, che devono rispondere di omicidio colposo , lesioni personali colpose e incendio colposo. I due però restano a piede libero, come ha confermato la procura svizzera spiegando che "i criteri per la custodia cautelare non sono attualmente soddisfatti. Attualmente non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga" e che "Gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione".

Una scelta che ha suscitato polemiche visto che i due sono cittadini francesi e potrebbero sfuggire al procedimento tornando in Francia. A loro carico le possibili irregolarità sulla ristrutturazione del locale e la mancanza di misure di sicurezza. L'indagine "si concentrerà, in particolare, sull’analisi del fascicolo ottenuto dal Comune, sulla conformità del lavoro svolto dai responsabili, sui materiali utilizzati, sulle vie di accesso di emergenza, sulle attrezzature antincendio e sul rispetto delle norme di sicurezza antincendio" ha spiegato la Procura elvetica.

Il presidente Parmelin: "Ci sarà un prima e un dopo Crans-Montana"

Proprio sulle norme di sicurezza dei locali si interroga ora tutta la Svizzera. "Ho l’impressione che ci sarà un prima di Crans-Montana e un dopo Crans-Montana" ha dichiarato anche il presidente della Confederazione Guy Parmelin. "Naturalmente dobbiamo trarre un insegnamento da ogni caso eccezionale. Dobbiamo chiederci cosa è andato storto e dove è andato storto e dobbiamo intervenire. Anche la giustizia deve fare la sua parte. Lo dobbiamo alle vittime e ai loro parenti” ha sottolineato il Presidente svizzero a Rsi, concludendo:  "Fino a questo dramma ho sempre sentito dire che nelle prescrizioni antincendio siamo troppo burocratici, troppo complicati e che si possono semplificare senza rinunciare alla sicurezza. Oggi tutto va rimesso in discussione ed è quello che faranno sicuramente gli specialisti. Il rischio zero non esiste ma dobbiamo imparare da questa esperienza e fare tutto il possibile per limitare il più possibile i rischi".

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