Diminuisce ancora la pressione sulle strutture ospedaliere in Italia: a livello nazionale l’occupazione dei posti letto per malati Covid, sia in terapia intensiva che in area medica, è scesa già da giorni sotto la soglia critica, rispettivamente, del 30% e del 40%, anche se ci sono sempre delle differenze territoriali. I dati aggiornati a oggi registrano un forte calo di ricoveri sia in terapia intensiva che nei reparti ordinari: secondo quanto emerge dall’ultimo bollettino sull’emergenza Coronavirus diffuso dal ministero della Salute i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia sono 2.056, in calo di 102 unità rispetto a ieri nel saldo quotidiano tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri sono stati 100. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 14.937 persone positive al virus (490 meno di ieri). I 100 ingressi del giorno in terapia intensiva sono distribuiti tra 15 regioni/province autonome, anche se molte di queste registrano numeri minimi. Il dato più elevato è quello della Lombardia che conta 17 ingressi del giorno in terapia intensiva, per un totale di 454 ricoverati in area critica.

Terapie intensive Covid in Italia, i dati aggiornati Agenas

Secondo i dati aggiornati a oggi di Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, a livello nazionale la percentuale di saturazione delle terapie intensive Covid è al 23% (-1%). È del 24% (-1%) nell’area non critica. Ricordiamo che la soglia del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche è individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30/4/2020.

Le regioni con terapie intensive oltre la soglia critica

A livello regionale, in questo momento, superano la soglia del 30% per le terapie intensive la Lombardia al 32% (-2%), come anche la Toscana al 32%. Al 30%, invece, la Valle d'Aosta. Tutte le altre regioni e province autonome non raggiungono la soglia del 30% per le terapie intensive.