"Venite che vi faccio fare tamponi pure a cani e gatti". È una delle frasi intercettate al dottor Vincenzo Cesareo, dirigente medico di Cetraro e Paola interdetto dalla professione medica per un anno su disposizione del Gip di Paola per aver eseguito tamponi agli amici che ne avevano bisogno e aver addirittura somministrato vaccini a conoscenti che altrimenti avrebbero dovuto attendere mesi. Il provvedimento cautelare, chiesto e ottenuto dal procuratore di Paola Pierpaolo Bruni, è stato notificato al medico stamattina dai carabinieri del Nas di Cosenza. Cesareo è stato anche consigliere regionale della Calabria, transitando attraverso diversi partiti, sia nel centro-destra che nel centrosinistra. Nel 2006 fu anche candidato alla Camera dei deputati.

Intercettato dai carabinieri, Cesareo invitava amici e conoscenti a raggiungerlo a Cetraro per sottoporsi a tampone molecolare. Non solo: secondo i militari utilizzò lo stesso sistema con i vaccini della Pfizer, somministrando prioritariamente il siero a persone di sua conoscenza infischiandosene delle priorità individuate dal governo. Per la gravità dei fatti rilevati il procuratore Pierpaolo Bruni aveva chiesto l'arresto del dirigente medico, ma il Gip ha ritenuto di emettere la misura meno afflittiva della interdizione per un anno.

Le indagini sono iniziate la scorsa primavera e gli inquirenti si sono serviti anche di intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che di servizi di osservazione e pedinamento. Gli inquirenti hanno scoperto che il medico utilizzava l'auto aziendale per scopi privati  e nel corso dell'inchiesta sono state documentate illecite condotte aventi oggetto l’effettuazione indebita, sin dal mese di giugno 2020, di tamponi molecolari per la ricerca del virus Covid 19 a beneficio di persone a lui vicine e più di recente l’indebita effettuazione di vaccini ad amici.