Da giorni si parla delle due donne di giovane età ricoverate all'ospedale San Martino di Genova dopo aver ricevuto una dose di vaccino anti Covid AstraZeneca. Le loro condizioni, al momento, sono gravi seppur stabili, come ha fatto sapere il nosocomio, che ha anche sottolineato l'esigenza di rispettare la privacy delle pazienti e delle loro famiglie. Ciò ha spinto l'Alisa, l'agenzia per la sanità della Regione Liguria, a dare indicazioni a tutte le sedi vaccinali di sospendere, fino a nuova indicazione e a scopo precauzionale, la somministrazione del lotto ABX1506 del vaccino AstraZeneca, così come previsto dal protocollo di farmacovigilanza. Ma facciamo un passo indietro per capire cosa sia successo e quale sia effettivamente la situazione.

I casi delle due donne ricoverate

Domenica scorsa una ragazza di 18 anni, che il 25 maggio aveva partecipato ad un Open Day per la somministrazione del vaccino AstraZeneca, è stata ricoverata in ospedale e immediatamente sottoposta a un intervento di neuroradiologia per rimuovere meccanicamente un trombo. Successivamente era intervenuta l'equipe neurochirurgica "per un intervento volto a detendere la pressione intracranica derivante dall'emorragia". L'ospedale aveva anche comunicato di aver attivato la procedura di segnalazione all'Aifa ai fini della farmacovigilanza, nella quale sono stati indicati anche i farmaci assunti dopo la vaccinazione. Al momento, come si legge in un comunicato dell'ospedale San Martino di Genova, le sue condizioni restano gravi ma stabili.

Pochi giorni dopo la vicenda della 18enne, martedì scorso per la precisione, anche un'altra giovane donna, una 34enne di Alassio, è arrivata al nosocomio del capoluogo ligure: aveva accusato un forte mal di testa sul posto di lavoro dopo che nei giorni precedenti aveva ricevuto AstraZeneca. La paziente, si legge sempre nel bollettino del San Martino del 9 giugno, "è stata sottoposta a fibrinolisi di alcuni trombi presenti nella parte venosa del circolo epatico con buoni risultati. Attualmente è ricoverata in Terapia Intensiva in respiro spontaneo. È in terapia anticoagulante e verrà sottoposta a precauzionali indagini angiografiche del circolo cerebrale. Permanendo la situazione di basso livello ematico di piastrine nel sangue, la paziente necessita di monitoraggio presso la Terapia Intensiva".

La sospensione del lotto ABX1506

Oggi è arrivata la notizia della sospensione del lotto ABX1506 di AstraZeneca nei centri vaccinali, se ancora presente. Come hanno sottolineato fonti di Alisa a Fanpage.it, nei giorni scorsi dopo la seconda segnalazione del caso della 34enne, è stato deciso di sospendere il lotto in via del tutto precauzionale in attesa di eventuali altri provvedimenti da Aifa. Dunque, al momento e fino a nuova comunicazione il lotto in questione non verrà somministrato. Ma gli effetti della notizia delle due donne trattate al San Martino già si erano avuti nelle scorse ore, quando si è registrato un boom di cancellazioni dei vaccini AstraZeneca in Liguria, con circa 600 disdette del vaccino anglosvedese da parte di over 18. Il che è stato confermato anche dal presidente Giovanni Toti: "In questo momento in Liguria ci sono le liste aperte volontarie per gli over 18 che vogliono fare i vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson non sono ancora esaurite le disponibilità della settimana scorsa. AstraZeneca ha avuto circa 600 cancellazioni legate ai drammatici eventi che riguardano una nostra concittadina di 18 anni, altri continuano a prenotarsi e ci sono state alcune centinaia di prenotazioni con AstraZeneca".

Il dibattito sull'uso dei vaccini a vettore virale agli under 50

Sull'utilizzo di AstraZeneca e Johnson & Johnson per i soggetti under 60, tenendo conto dei casi rari di trombosi (VITT) che si sono verificati dopo la somministrazione di questi vaccini a vettore virale, e non con i vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna), proprio oggi è intervenuto anche il ministro della Salute Roberto Speranza. "In queste ore c'è una discussione all'interno del Ctsha detto rispondendo una interrogazione in Senato -. Il 7 aprile 2021 il ministero della Salute con una circolare oggi vigente ha raccomandato l'uso preferenziale del vaccino AstraZeneca nelle persone di età superiore a 60 anni sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico, a fronte dell'elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce d'età più avanzate. Successivamente a fine aprile l'Ema ha effettuato nuove valutazioni, concludendo che i benefici della vaccinazione aumentano con l'aumento dell'età e del livello di circolazione del virus. Aifa ha poi ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole con l'aumentare dell'età. Queste valutazioni saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts. La campagna nel nostro Paese ha superato le 40 milioni di dosi somministrate. I vaccini sono la vera arma che abbiamo contro il virus, tutti i vaccini approvati da Ema e Aifa sono sicuri ed efficaci".