Qualora fosse necessario si potranno utilizzare anche strutture alberghiere, immobili o presidi sanitari già esistenti sia pubblici che privati per affrontare l'emergenza coronavirus. È quanto riportato nel decreto varato dal governo le cui misure hanno subito una ulteriore stretta con la chiusura delle attività commerciali non ritenute necessarie. Secondo quanto si legge nel decreto, le strutture una volta requisite potranno dunque essere attrezzate per ospitare le persone positive al virus che verranno poste in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare.

Il compito sarà affidato alla Protezione Civile e ai prefetti: il Capo del Dipartimento della Protezione civile infatti potrà disporre, con proprio decreto "la requisizione in uso o in proprietà, da ogni soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico-chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere, occorrenti per fronteggiare l'emergenza sanitaria". Il prefetto potrà requisire strutture alberghiere o "altri immobili aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare".

Una misura la cui attuazione potrebbe verificarsi anche nel breve periodo qualora i posti negli ospedali delle terapie intensive non dovessero più bastare: cresce infatti la richiesta dei posti letto nelle strutture sanitarie ormai vicine al collasso nella regione Lombardia dove sono presenti i due terzi dei contagi da coronavirus. Nonostante il costante numero di posti aggiunto quotidianamente agli ospedali, i pazienti in arrivo continuano ad aumentare, al contrario di quelli in uscita che sono sempre più bassi.