Il decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri dello scorso 22 marzo ha disposto la sospensione di tutte le attività produttive industriali e commerciali ritenute "non essenziali", al fine di contenere ulteriormente il diffondersi della pandemia di Coronavirus. Eppure, nonostante la decisione del governo (piuttosto criticata dai sindacati per via delle tante deroghe previste), anche molte aziende che non appartengono sicuramente alla filiera dei beni essenziali stanno continuando a lavorare. Lo ha potuto documentare anche Fanpage.it, che ha fatto un viaggio a Piacenza, in uno dei distretti della logistica più grandi d'Italia.

Una lavoratrice del polo: Mascherine arrivate solo da poco

Nel polo logistico continua la produzione e la distribuzione di prodotti non essenziali come l'abbigliamento. Tanti i lavoratori intercettati dai giornalisti di Fanpage.it, che lavorano per marchi come Moncler, H&M, Dolce&Gabbana, Zalando. "Facciamo il lavoro che abbiamo sempre fatto, anche se siamo un quarto del personale: giubbotti, scarpe, magliette – dice una dipendente che lavora per conto di Moncler -. Di sicuro non siamo un bene essenziale. Più che arrabbiati è una questione d'ansia, nel senso che uno viene al lavoro, abbiamo le mascherine i guanti, ma dato che molti in questo momento sono fermi perché non sono ritenute attività essenziali, riteniamo che anche la nostra non lo sia". E proprio sui dispositivi protettivi la lavoratrice ammette: "Fai conto che le mascherine sono arrivate ieri (giovedì, ndr), prima solo chi le aveva se le metteva, gli altri facevano come sempre".

Non tutti sembrano scontenti di lavorare: "Siamo tranquilli", dice un'altra lavoratrice, sempre per conto di Moncler, che spiega quali sono le mansioni svolte in questo periodo in cui gran parte d'Italia è ferma per l'emergenza Coronavirus: "Controllo qualità, riparazioni, un po' di tutto. Dobbiamo lavorare – dice la donna – siamo in pochi ma va bene così". Anche all'interno degli uffici il lavoro continua, anche se con meno impiegati: "Ci sono comunque delle spedizioni, delle consegne in transito. I beni sono in lavorazione nonostante non siano beni primari – ammette una delle impiegate che continua a recarsi al lavoro – però da quello che sono ci sono delle deroghe per poter lavorare, per il momento".

(Interviste a cura di Davide Arcuri e Simone Giancristofaro)