Risultati negativi ai test per il nuovo coronavirus ma costretti a rimanere in un ospedale del posto ricoverati su una barella con altri malati comuni, è quanto sono costretti a subire in queste ore due turisti italiani a Cuba, sorpresi loro malgrado dall'emergenza coronavirus mentre si trovavano nel Paese caraibico. Si tratta  di un coppia di genovesi che da mercoledì son costretti a rimanere in un centro medico cubano vicino alla capitale La Havana, specializzato in malattie tropicali. "Siamo devastati psicologicamente, ci tengono fermi su due barelle in un corridoio, in un ospedale specializzato in malattie tropicali. Eppure i nostri esami sono risultati negativi" hanno spiegato i due a Repubblica. "Siamo in un ospedale tremendo, in condizioni igienico sanitarie drammatiche, il cibo ci viene dato in mano, la zuppa ci chiedono di berla dal piatto, non c’è nemmeno carta igienica…non ci danno notizie di alcun genere, è impossibile parlare con medici! Siamo segregati, siamo allo stremo delle forze fisiche e psicologiche… siamo preoccupati, stanchi, devastati, debilitati…Vogliano ternare a casa" ha scritto la donna, Marta Cavallo, su Facebook.

La coppia era arrivata a Cuba il 27 febbraio scorso poco prima del blocco dei voli per l'Italia. Mercoledì scorso però i due sono stati prelevati dalla loro stanza di albergo da personale sanitario e trasferiti  nella struttura medica da dove no possono uscire. "Siamo stati svegliati alle 24 e portati in ospedale per accertamenti perché erano stati trovati casi di Covid-19 a Cuba, dicendoci che entro 4 ore saremmo ritornati se avessimo avuto esito negativo. Ci hanno fatto il prelievo alle 9,30 del mattino. Dopo diverse insistenze alle 14 un medico ci dice che i nostri esami vanno bene. Da allora nessuna notizia" hanno spiegato al quotidiano. Attraverso la famiglia è stata allerta anche la Farnesina ma per ora la situazione non si è sbloccata.