La corsa alla spesa per l'emergenza Coronavirus, bollata come "senza senso" dal governatore della Lombardia Attilio Fontana, si è spostata dalle corsie dei supermercati "fisici" a quelle virtuali. Tutti i principali servizi di consegna a domicilio su Milano, da Amazon Prime now al servizio "Esselunga a casa" della nota catena di supermercati, registrano consistenti ritardi a causa dell'elevata mole di richieste. Gli slot orari per la consegna della spesa effettuata online su Amazon sono esauriti: significa che di fatto i corrieri non riescono più a portare la spesa a casa di coloro che la ordinano. Un avviso campeggia sul sito del servizio "Prime now" di Amazon (che, a regime, consente di ricevere una spesa di almeno 50 euro nell'arco di due ore senza fasce aggiuntive: "Oggi le consegne non sono disponibili. A causa della richiesta, le fasce di consegna sono temporaneamente chiuse". Dal colosso dell'e-commerce confermano le difficoltà per quanto riguarda il servizio: "Al momento le consegne su Prime now stanno subendo dei rallentamenti a causa dell’elevata richiesta. Stiamo lavorando per rafforzare il servizio".

Sul sito di Esselunga consegna solo tra quattro giorni

Difficile fare la spesa online al momento anche sulla piattaforma di Esselunga. Una volta terminato di riempire il proprio carrello virtuale, ci si accorge che le consegne per i prossimi tre giorni sono impossibili. Al momento, i primi slot disponibili per poter ricevere la spesa a casa sono nella serata di venerdì. Ma anche per chi non cede alla paura e va a fare la spesa nei supermercati la richiesta eccessiva sta causando qualche problema: "Stiamo lavorando il doppio", afferma a Fanpage.it un dipendente del supermercato Conad in via delle Pecetta, zona Ghisolfa. Tra gli scaffali non si vedono le scene viste ieri in alcuni supermercati della città: i generi alimentari ci sono. Ma sulle porte d'ingresso campeggiano cartelli che spiegano che per oggi, lunedì 24 febbraio, il servizio di consegna a domicilio è sospeso.

Amazon chiede altri prodotti ai propri fornitori

I problemi legati alle troppe richieste comunque non riguardano solo la spesa quotidiana, quella dei generi alimentari. Anche sul fronte degli ordini tradizionali sui siti di e-commerce si sentono gli effetti dell'emergenza (e della psicosi) legata al diffondersi dei casi di Covid-19 in Italia. È sempre Amazon, il colosso statunitense, ad ammetterlo: l'impennata di ordini ha spinto l'azienda ad attivarsi con i propri fornitori in via precauzionale "per ottenere ulteriori quantitativi di prodotti e per mantenere la selezione per i nostri clienti". L'incremento degli ordini sta avendo qualche ripercussione naturalmente anche sui corrieri. Qualcuno lamenta "molta confusione e troppa paura" e da fonti sindacali segnalano anche che ci "sono molti che hanno preferito non andare a lavoro".

Consegne e ritiri sospesi nella zona rossa del Coronavirus

Tutti i centri della logistica e di smistamento di Amazon sono comunque in funzione, perché nessuno si trova all'interno della zona rossa che comprende i dieci comuni del Lodigiano che sono uno dei due focolai di Coronavirus individuati in Italia. Dall'azienda comunque precisano: "Poniamo la massima attenzione al benessere, alla salute e alla sicurezza dei nostri dipendenti. Abbiamo chiesto a tutti i dipendenti che risiedono nei comuni interessati dalle ordinanze emanate dalle autorità competenti di rimanere a casa fino a quando le stesse rimarranno in essere, in permesso retribuito. Abbiamo esteso la medesima richiesta a tutti i nostri fornitori con personale residente in questi comuni". Inoltre, tutti i corrieri si stanno attenendo alle disposizioni previste dal decreto del governo che ha isolato i dieci comuni del lodigiano: le consegne e il ritiro di pacchi e prodotti nei dieci comuni sono dunque al momento sospese.