Alcune informazioni sull'epidemia del Coronavirus in Cina sarebbero state tenute nascoste per giorni dalle autorità locali di Wuhan in attesa che arrivasse dal governo centrale di Pechino l’autorizzazione a parlane in pubblico. Ad ammetterlo nelle scorse ore è stato lo stesso sindaco di Wuhan, la cittadina epicentro dell’epidemia che ha già fatto oltre ottanta morti e contagiato migliaia di persone. In una intervista rilasciata alla tv cinese CCTV, Zhou Xianwang ha spiegato che le epidemie rientrano nel campo del segreto di stato in Cina e ogni informazione quindi deve essere approvata dai vertici prima di essere divulgata.

Questa situazione però ha causato un notevole ritardo nell’assumere provvedimenti di contenimento che hanno permesso una larga diffusione del virus non solo nella regione ma anche in tutta la Cina e nel resto del mondo. “Non abbiamo divulgato le informazioni in modo tempestivo e inoltre non abbiamo usato le informazioni in modo efficace per migliorare il nostro lavoro" ha spiegato il primo cittadino. “Sono disposto anche a dimettermi se questo può aiutare a contenere la diffusione del virus” ha aggiunto Xianwang bersagliato dalle critiche e diventato principale capo espiatorio in Cina.

Il sindaco di Wuan però ha assicurato di aver fatto tutto il possibile dopo aver avuto il via libera, come bloccare i trasporti e l’intera città per ridurre la diffusione del Coronavirus ma questo non è bastato perché nel frattempo cinque milioni di residenti hanno già lasciato la città prima che venisse sottoposta a cordone sanitario. Parole che hanno scatenato la rabbia tra i residenti secondo i quali l’emergenza è stata gestita malissimo e tenendo all’oscuro la popolazione. Secondo le ricostruzioni, le autorità sapevano del nuovo virus già prima di dicembre ma l’allerta è scatta solo a fine mese e le rime vere misure di contenimento con blocco dei trasporti è avvenuta ancora dopo.