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Coronavirus
2 Marzo 2020
17:56

Coronavirus, “Picco di contagi tra marzo e aprile, poi virus si trasformerà”

“Osservando l’andamento in Cina, il picco lo dovremmo avere tra fine marzo ed aprile” è quanto segnala il professor Arnaldo Caruso, spigando “Poi i contagi diminuiranno, ma ricompariranno in autunno quando il virus si potrebbe essere trasformato in un ospite umano, meno aggressivo di quello che circola ora”.
A cura di Antonio Palma
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Stando ai numeri statistici, il picco di contagi dovuto a Coronavrus Covid-19 in Italia si potrebbe raggiungere tra i mesi di marzo e aprile. È quanto segnala il professor Arnaldo Caruso, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Asst Spedali Civili di Brescia, secondo il quale poi il virus è destinato a mutarsi in una forma meno aggressiva e letale per l’Uomo. “Osservando l’andamento in Cina, il picco lo dovremmo avere tra fine marzo ed aprile. Poi i contagi diminuiranno, ma ricompariranno in autunno quando il virus si potrebbe essere trasformato in un ospite umano, meno aggressivo di quello che circola ora” ha dichiarato infatti Caruso al Giornale di Brescia.

“Il Covid-19 è un virus più aggressivo di quelli respiratori dell’influenza che mutano continuamente ma che conosciamo da oltre un millennio. Per questo motivo lui, di per sé, è molto aggressivo. La reazione all’aggressione dipende dalla nostra risposta immunitaria: quella dei bambini è più bilanciata e lo neutralizza. Quella degli adulti e degli anziani è essa stessa aggressiva e questo genera un’infiammazione che si traduce in polmonite” ha spiegato Caruso, ricordando che “per questo è importante isolare i focolai e creare quell’immunità di gregge utile a proteggere i più deboli, quindi anche anziani con le difese immunitarie compromesse da altre patologie”.

Per quanto riguarda le possibili cure per il coronavirus, “più che concentrarsi sui vaccini che potrebbero non essere protettivi nelle varianti umane del virus, ritengo che la ricerca lo debba fare sui farmaci. Bisogna lavorare sulle tracce delle molecole innovative con le quali si guarisce dall’Epatite C. Ci sono già molecole sperimentali per curare Hiv ed Ebola: adesso si dovrebbero sviluppare sui bersagli reali del Covid-19” ha concluso l’esperto.

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