L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato il coronavirus "un'emergenza sanitaria globale". Lo scorso 24 gennaio 2020, l'Oms aveva "deciso di non far scattare la procedura per le emergenze sanitarie di interesse internazionale (PHEIC)", pur riconoscendo la che la situazione fosse molto seria e pertanto "sotto stretto controllo delle autorità sanitarie internazionali". Alcuni giorni fa, l'organizzazione nel suo ultimo rapporto sui pericoli derivanti dal cosiddetto virus 2019-nCoV aveva definito "alto sia a livello regionale sia a livello globale" il rischio di diffusione, correggendo una prima valutazione che aveva definito moderato il rischio.

Oms: "Dobbiamo agire per limitare diffusione"

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha confermato che la Cina abbia adottato delle misure straordinarie per far fronte all'emergenza del coronavirus: lo avrebbe isolato e sequenziato, per poi condividere i dati rilevati. "Dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno lavorato ininterrottamente per tutto questo tempo", ha aggiunto, sottolineando che tuttavia al momento l'Oms non sia in grado di stabilire quanto grave sarà l'emergenza. Ragion per cui, bisogna essere preparati ad affrontarla: ecco perché è stato giudicato necessario dichiarare l'emergenza internazionale.

Tedros Adhanom Ghebreyesus ha spiegato che ora a ci sarebbero 98 casi di contagio da coronavirus in 18 Paesi fuori dalla Cina, tra cui 8 casi di trasmissione da uomo a uomo in quattro Paesi: Germania, Giappone, Vietnam e Stati Uniti. "Non sappiamo che tipo di danno questo virus potrebbe fare se si diffondesse in un Paese con un sistema sanitario più debole. Dobbiamo agire ora per aiutare i paesi a prepararsi a questa possibilità", ha aggiunto, riconoscendo gli sforzi della Cina nel contrasto alla malattia. Il direttore generale dell'Oms ha anche precisato: "Benché i casi fuori dalla Cina siano ancora relativamente pochi dobbiamo agire insieme per limitare un'ulteriore diffusione. Non sappiamo quali danni questo tipo di virus potrebbe causare in paesi con una debole sanità pubblica. Dobbiamo aiutarli. Questa dichiarazione non è nessun caso un voto di sfiducia per la Cina".

Diverse compagnie aeree hanno sospeso i voli per la Cina e Msc Crociere ha annunciato che "a chiunque abbia viaggiato o visitato la Cina continentale negli ultimi 30 giorni verrà negato l'accesso alla nave" per tutelare passeggeri ed equipaggi. Tuttavia, secondo l'Oms non c'è nessuna ragione per limitare i viaggi o gli scambi commerciali con la Cina a causa dell'epidemia. Anzi, l'Oms ha dichiarato di "opporsi alla restrizione".

Cos'è l'emergenza sanitaria globale

Ma cosa significa, e cosa comporta, lo status di emergenza sanitaria globale? Per capirlo andiamo a vedere direttamente le direttive che fornisce l'Oms.

Ci sono alcuni gravi eventi di emergenze sanitarie che costituiscono un pericolo a livello mondiale e che si possono determinare in base a quanto stabilito dal Regolamento sulle emergenze sanitarie pubbliche di interesse internazionale. Il termine ‘emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale' è definito nel Regolamento sanitario internazionale come ‘un evento straordinario che viene individuato secondo questi regolamenti: 

  • deve costituire un rischio per la salute pubblica di altri Stati, essendo una malattia che si può diffondere a livello internazionale
  • richiese una potenziale risposta globale coordinata: sulla base di questa definizione si sta facendo riferimento a una situazione che è grave, insolita, inaspettata, che comporta implicazioni per la salute pubblica oltre il confine nazionale dello Stato interessato, e infine che potrebbe richiedere un'azione internazionale immediata

La responsabilità di stabilire se un evento rientri o meno in questa categoria spetta al direttore generale dell'Oms e richiede, inoltre, la convocazione di un comitato di esperti, il ‘comitato di emergenza del Regolamento sanitario internazionale'. L'equipe consiglierà al direttore generale le misure da promuovere in base all'emergenza in atto, che sono dette ‘raccomandazioni temporanee'. Queste comprendono delle misure sanitarie che devono essere implementate dallo Stato dove è esplosa l'emergenza, o da altri Stati in cui questa si è diffusa, in modo da prevenire o contenere la diffusione internazionale del virus.

Il comitato di emergenza, inoltre, interviene in merito alla classificazione di eventi come ‘emergenze sanitarie pubbliche di interesse internazionale' nel caso in cui si verifichino delle incoerenze tra quanto stabilito dal direttore generale e quanto invece sostenuto dai Paesi interessati. Il comitato, inoltre, continua a fornire assistenza al direttore generale durante tutto il periodo in cui l'emergenza rimane in atto e si occupa anche delle modifiche necessarie alle misure raccomandate o alla determinazione della fine dell'emergenza.

Come riporta quotidianosanità.it, dal 2009 ad oggi ci sono state cinque dichiarazioni di emergenza sanitaria internazionale: "per la pandemia di H1N1 (o influenza suina) del 2009, per la polio del 2014, per l'epidemia del 2014 di Ebola nell'Africa occidentale, per l'epidemia di virus Zika 2015-2016 e, a partire dal 17 luglio 2019, per l'epidemia di Kivu Ebola iniziata nel 2018".