Coronavirus in Italia
in foto: Coronavirus in Italia

Tutti i pazienti affetti da coronavirus in Italia si sono infettati nel nostro Paese. Nessuno, ad eccezione dei due turisti cinesi già guariti a Roma (che hanno portato l'infezione dalla Cina), il giovane ricercatore italiano tornato da Wuhan e un uomo di ritorno dall'Iran, ha "riportato una storia di viaggio in paesi con trasmissione sostenuta da SARS-CoV-2 durante il periodo di incubazione di 14 giorni". Significa, in pratica, che nessun paziente ha un collegamento con la Cina e che quindi il ‘paziente zero' è già guarito e non è mai stato individuato. I pazienti attualmente in cura non sono i primi ad essere stati infettati da coronavirus in Italia. Questi i dati che emergono dall'indagine epidemiologica pubblicata sul sito Epicentro dell'Istituto Superiore di Sanità oggi, 10 marzo. I dati sono aggiornati al 9 marzo.

Un altro dato interessante è che sono stati diagnosticati ben 583 casi tra operatori sanitari, indicando, si legge sul bollettino dell'ISS, "la possibilità di trasmissione nosocomiale dell’infezione. Questo dato potrebbe essere sottostimato in quanto per una parte dei casi, soprattutto quelli diagnosticati più recentemente, non è stata ancora completata l’indagine epidemiologica.

Coronavirus in Italia: il 62 per cento dei pazienti sono maschi

Il 62 per cento dei pazienti affetti da coronavirus è un maschio, mentre l'età media dei pazienti è di 65 anni. "Si
osserva – spiega l'istituto Superiore di Sanità – un aumento della letalità nelle classi di età più elevate". Il 56 per cento dei deceduti, infatti, ha più di 80 anni. Per i più anziani la letalità dell'infezione è del 13,2 per cento.

La media delle età dei pazienti
in foto: La media delle età dei pazienti

Coronavirus, quanti sono i pazienti in ospedale

Per il momento, fa sapere l'Istituto Superiore di Sanità, lo stato clinico è disponibile solo per 2.539 casi. Il 9,8 per cento dei pazienti è asintomatico, il 5,1 per cento è paucisintomatico (pochi sintomi lievi), il 30,7 per cento ha sintomi per cui non viene specificato il livello di gravità, il 30,1 per cento ha sintomi lievi, il 5,6 per cento ha sintomi severi e il 18,6 per cento ha sintomi critici. Il 21 per cento dei pazienti è ospedalizzato. Il 12 per cento è in terapia intensiva.