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Covid 19
8 Settembre 2020
14:38

Coronavirus, Mario sconfigge il virus ma muore per le conseguenze dopo sei mesi di agonia

Il 64enne Mario Fanelli è deceduto dopo sei mesi in terapia intensiva a Rimini. Dopo 20 giorni di ricovero era riuscito a sconfiggere il coronavirus, si era negativizzato, ma il virus lo ha debilitato giorno dopo giorno portandolo alla morte. “Le persone che dicono che il virus non esiste non lo sanno cosa abbiamo passato” ha raccontato la moglie.
A cura di Antonio Palma
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“I medici le hanno tentate tutte, hanno fatto tutto il possibile e lui non si lamentava mai, ma poi non ce l’ha fatta più” così Tosca Zannini racconta il lungo calvario e la morte del marito, il 64enne Mario Fanelli, deceduto dopo sei mesi in terapia intensiva a causa del coronavirus che lo aveva colpito. L’uomo, originario di Cattolica, nel Riminese, è morto sabato scorso all’ospedale Infermi di Rimini dove ormai era ricoverato dal marzo scorso quando, in piena pandemia, aveva accusato i sintomi covid. Un vero e proprio travaglio durante il quale Mario è stato quasi sempre cosciente e consapevole di quello che gli accadeva.

Un calvario durato bel oltre il virus visto che il 64enne risultava ormai negativo al tampone ma le conseguenze della malattia lo hanno devastato fino a portarlo alla morte. “Dopo 20 giorni di ricovero era riuscito a sconfiggere il coronavirus, si era negativizzato ma il virus ha colpito il sistema cardiovascolare, i polmoni, l’apparato digerente. Un insieme di condizioni che l’ha debilitato giorno dopo giorno” ha raccontato la moglie al Corriere di Romagna.

Anche la donna è sta colpita dal coronavirus ma in forma più lieve e l’ha superato, Mario invece è stato bersagliato da una catena di infezioni che lo hanno uccio nonostante i tentativi dei medici di salvarlo attraverso una serie di operazioni chirurgiche. Il 64enne non soffriva di altre patologie, “prendeva giusto la pillola per la pressione” ha raccontato la moglie aggiungendo: “Quando sento le persone che dicono che il virus non esiste, che è più debole, che non si vogliono mettere le mascherine mi prende una rabbia immane. Non lo sanno cosa abbiamo passato, una cosa che non auguro neanche al mio peggior nemico”.

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