L'Italia è il terzo paese al mondo per numero di contagi da coronavirus. Sono 152 i casi confermati dal commissario italiano alla Protezione Civile Angelo Borrelli. Secondo i dati della Johns Hopkins University,  la Cina con quasi 77 mila casi, resta il paese più colpito, seguito dalla Corea del Sud, con 602. L'Italia ha scalzato il Giappone, dove al momento i casi sono 135. Inoltre ci sono ulteriori 630 casi di contagio registrati sulla nave da crociera Diamond Princess, che tuttavia non viene menzionata tra i Paesi ma classificata come "altro".

In Italia 152 persone contagiate dal coronavirus: la situazione peggiore in Lombardia

In Italia ci sono 110 pazienti contagiati in Lombardia, 21 in Veneto, 9 in Emilia Romagna, 3 in Trentino e 2 nel Lazio. Complessivamente sono 55 le persone ricoverate con sintomi, 25 delle quali in terapia intensiva, 19 in isolamento e 27 in verifica.  Il conteggio – ha aggiunto Borrelli – non contempla le tre vittime – due in Lombardia e una in Veneto – e il ricercatore che era ricoverato allo Spallanzani ed è guarito.

La situazione più grave è dunque quella registrata in Lombardia, dove oggi è deceduta la terza persona, una donna di 68 anni che era già  ricoverata in oncologia all'ospedale di Crema "con una situazione molto compromessa e aveva anche il coronavirus". Lo ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. Governo e regioni hanno messo in campo misure straordinaria per tentare di fermare l'espansione del virus. Le scuole sono state chiuse in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, quasi tutte le manifestazioni e gli eventi pubblici sono stati annullati. Il lodigiano e Vo' Euganeo – in Veneto – sono stati isolati e sono costantemente monitorati da centinaia di poliziotti e carabinieri. Nelle zone rosse si può entrare, ma poi non si può uscire.

Nel frattempo, un infermiere dell'ospedale di Codogno, raggiunto telefonicamente dall'ANSA afferma che "tutto ciò che dicono non è vero, non c'è niente sotto controllo. E' il panico assoluto, l'ospedale è chiuso al pubblico e i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i loro familiari ricoverati, che oggi sono stati sottoposti al tampone". "La mia impressione è che prima hanno lasciato scappare i buoi e poi – riflette l'operatore sanitario – hanno chiuso la stalla".