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Le case di riposo sono bombe a orologeria: casi di Coronavirus in aumento in tutta Italia

Dalla Toscana al Veneto, dal Lazio alla Sicilia passando per la Campania e la Sardegna: dopo il casi di Cingoli, nelle Marche, dove la scorsa settimana sono stati trovati 37 ospiti di una casa di riposo positivi al covid 19 sono in aumento i casi di coronavirus nelle strutture di tutta Italia. A rischio migliaia di anziani e centinaia di operatori sanitari.

Le case di riposo sono vere e proprie bombe a orologeria. Nel pieno dell'emergenza coronavirus le strutture che ospitano anziani rischiano di pagare un prezzo altissimo soprattutto se non verranno costantemente controllati visitatori e personale dipendente, dagli operatori socio sanitari agli infermieri e medici che quotidianamente sono in contatto con gli ospiti.  La situazione è già estremamente difficile in tutta Italia, dalla Toscana alla Sardegna, dalla Sicilia al Veneto passando per la Campania e Roma. Dopo il caso di Cingoli, nelle Marche, sono decine di migliaia in tutto il paese gli anziani ospiti nelle Rsa, tutti potenzialmente a rischio contagio.

"Le case di riposo sono delle vere e proprie bombe ad orologeria pronte ad esplodere, con 500mila anziani in condizioni di grande fragilità che rischiano di essere contagiati", ha dichiarato lo Spi-Cgil, il Sindacato dei pensionati. "Quando il virus entra in questi luoghi – continua – fa inevitabilmente una strage, come purtroppo sta già avvenendo in diverse parti d'Italia. Ci appelliamo per questo al governo, alla Protezione civile, alle Regioni e ai Comuni perché prendano con urgenza tutte le iniziative necessarie a scongiurare uno scenario che altrimenti rischia di diventare drammatico. Da troppe parti infatti ci segnalano che il personale socio-sanitario non è sufficientemente dotato dei dispositivi di protezione individuale, aumentando così le possibilità di contagio".

Coronavirus: trenta anziani positivi in una Rsa di Bucine, altri cinque a Pontedera

A Bucine, in provincia di Arezzo, trenta tra anziani e operatori sanitari sono risultati positivi al coronavirus nella Residenza sanitaria assistita ‘Fabbri Bicoli'. A renderlo noto il sindaco del comune valdarnese, dove sabato scorso era stato già rilevato un caso di covid-19: si trattava di un degente del reparto cognitivo-comportamentale. "Nella serata stessa del sabato – spiega il primo cittadino Nicola Benini su Facebook – sono stati effettuati 39 tamponi fra degenti e operatori del reparto. Stamani abbiamo avuto la comunicazione ufficiale dell'esito e purtroppo si tratta di complessivi 30 casi positivi, 22 degenti e 8 operatori". Gli operatori ed i familiari dei degenti sono già stati informati. Già da sabato sera, spiega il sindaco Benini, "ho avuto contatti con la dirigenza Asl, il prefetto e la Protezione civile ed ho chiesto che venissero messe in atto tutte le misure necessarie per tutelare sia i degenti che il personale dell'intera struttura, che è articolata su 3 piani per complessivi 83 ospiti, ed evitare che il contagio si estendesse agli altri 2 piani".

Preoccupanti anche la situazione di Pontedera (Pisa): cinque anziani ospiti della rsa ‘Leoncini' sono risultati positivi al tampone per Covid-19. Lo rende noto la Asl Toscana nord ovest precisando che la struttura è "privata e gestita dalla cooperativa Agape" e che "appena la Società della Salute Valdera Alta Val di Cecina è venuta a conoscenza della difficoltà della direzione della struttura nel reperire i dispositivi di protezione, è intervenuta per fornirne di adeguati agli operatori". "Il dipartimento di prevenzione dell'Asl – prosegue la nota aziendale – sta monitorando l'andamento del contagio e ha effettuato i tamponi su tutti gli ospiti e sugli operatori. Per quanto riguarda le linee guida sui comportamenti da tenere, la As ha consegnato ai dirigenti della Rsa la procedura relativa agli indirizzi operativi e gli adempimenti necessari alla prevenzione e alla gestione del rischio Covid-19 nelle strutture residenziali socio-sanitarie".

Coronavirus Veneto, il Pd: "Preoccupati per l'emergenza nelle case riposo"

Preoccupante anche la situazione in Veneto, dove sono 30mila gli anziani ricoverati in case di riposo: "Siamo estremamente preoccupati per quello che sta succedendo: le strutture non possono contare su competenze e dotazioni di livello ospedaliero ma si trovano a fare i conti con una popolazione ospitata altamente vulnerabile. Il dramma di Merlara, dove ci sono già 10 morti, rischia di essere la punta dell'iceberg. Più di 30mila anziani ricoverati in circa 200 strutture, pubbliche e private, devono affrontare l'epidemia di coronavirus in condizioni assai complicate. Avrebbero bisogno di un'attenzione particolare che adesso non c'è. Su questo fronte, purtroppo, c'è una forte latitanza". A chiedere un intervento urgente è il capogruppo del Pd Stefano Fracasso insieme ai consiglieri regionali Graziano Azzalin, Anna Maria Bigon, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia, Andrea Zanoni e Francesca Zottis, che oggi hanno fatto il punto dopo aver sentito decine tra direttori e presidenti di case di riposo in ogni provincia.

Coronavirus, in Veneto esami per 400 OSS

Si apre in Veneto una sessione straordinaria di esami di qualifica per oltre 400 OSS (operatori sociosanitari) che hanno concluso i due anni di percorso formativo (mille ore di lezione e relativi tirocini) per operatori di assistenza nelle case di riposo, nei centri per disabili e nei servizi territoriali. Per la prima volta nella storia dei corsi di formazione per OSS gli esami si svolgeranno online. "Data l'emergenza sanitaria creata del Coronavirus, il reclutamento massiccio di operatori sociosanitari effettuato dalle aziende sanitarie e la conseguente carenza di personale che si sta verificando negli istituti assistenziali per anziani e disabili – spiegano Manuela Lanzarin e Elena Donazzan, referenti rispettivamente per le politiche sociosanitarie e per quelle della formazione e lavoro della Giunta regionale – abbiamo adottato modalità straordinarie per consentire la conclusione del percorso formativo a quegli allievi che avevano già completato il percorso di formazione teorica e pratica prima della sospensione dei tirocini imposta dalle misure di contenimento del rischio contagio. Gli allievi che si diplomeranno in questa sessione telematica riceveranno da subito un attestato provvisorio, valido a tutti gli effetti, che consentirà loro di poter essere assunti da Ipab, Csa, strutture assistenziali accreditate o autorizzate".

Coronavirus: allarme per contagi in case riposo Sardegna

Allerta coronavirus anche nelle case di riposo sarde, dove il contagio sta avanzando colpendo a macchia di leopardo. Tre finora le situazioni critiche segnalate dai sindaci: a Sassari, Sanluri (Sud Sardegna) e Bitti (Nuoro). I primi contagi si sono manifestati nel capoluogo del nord dell'Isola all'interno della residenza Casa Serena, struttura gestita dal Comune e che accoglie circa 150 anziani. Dopo il primo contagio ora si è arrivati a 24 casi positivi, 7 ospiti e 17 dipendenti. Si registrano invece 4 decessi sospetti nella casa di riposo di Sanluri: due persone morte tra il 18 e il 22 marzo e altre due alcuni giorni prima. "Dopo i decessi non è stato somministrato il tampone, quindi non abbiamo la certezza che fossero positive al Covid-19 – spiega all'ANSA il sindaco Alberto Urpi – tuttavia la preoccupazione c'è perché contestualmente, nella stessa casa di riposo, si sono ammalati anche altri cinque anziani e quattro operatori socio-sanitari". A questi ultimi è già stata fatta la prova del tampone di cui si attende il risultato. Altro caso positivo, un anziano ospite della residenza "Nostra segnora de su Meraculu" di Bitti: ora si trova ricoverato all'ospedale San Francesco di Nuoro e le sue condizioni sono discrete e stabili. Il sindaco del paese, Giuseppe Ciccolini, parla di "caso unico nel suo genere in provincia di Nuoro".

Coronavirus: a Messina 20 positivi in una casa di riposo

Preoccupante la situazione di Messina: nella casa di riposo "Come d'incanto' sono infatti stati trovati 20 anziani su 71 positivi al Covid 19. Con loro ad assisterli 16 operatori della struttura che sono chiusi in isolamento da giovedì senza poter ricevere un cambio da parte di altri operatori e che ancora devono essere sottoposti anche loro a tampone."E' incredibile – dice il familiare di uno di loro – che ancora l'Asp non si sia mossa in modo adeguato facendo arrivare sul posto personale sanitario e strumentazioni, forse aspettano che i nostri familiari muoiano, è una vergogna".

Coronavirus, anziani positivi in case di riposo in Campania e Lazio

Sono 24 le persone contagiate a Sala Consilina, comune della provincia di Salerno in quarantena da domenica 15 marzo per effetto dell'ordinanza emessa dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. L'ultimo caso emerso è quello di un anziano ospite di una casa di riposo, trasferito all'ospedale di Oliveto Citra. La struttura è stata di fatto sigillata. "In giornata saranno effettuati i tamponi agli operatori e agli ospiti della struttura", spiega all'Adnkronos il sindaco Francesco Cavallone."Stiamo monitorando la situazione e cerchiamo di delimitare la catena di contagi", racconta il primo cittadino.

Due casi di positività a coronavirus sono stati inoltre riscontrati a Nerola, in provincia di Rieti, entrambi in una casa di Riposo. E' stato il sindaco Sabina Granieri a darne notizia. “Cari concittadini,sono stata contattata telefonicamente dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio il quale mi ha comunicato in maniera lucida e precisa il quadro riguardante la casa di riposo di Nerola. Attualmente i pazienti con covid -19 positivo sono due e si trovano ricoverati in ospedale. La Asl monitorizza la struttura , oggi 23 marzo si dovrebbero effettuare i tamponi ai pazienti, ai medici che hanno visitato nella struttura e poi conseguentemente al personale tutto. Il Personale al momento è stato posto in isolamento fiduciario, si vedrà poi in seguito".

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