Il coronavirus ora fa davvero paura. Anche in Italia si sono registrate le prime vittime: si tratta di un 78enne di Vo' Euganeo (Padova) e una 77enne di Casalpusterlengo. Poco fa la notizia del primo caso confermato di contagio a Milano. La regione più colpita è la Lombardia e poco fa è arrivata a notizia del primo caso confermato di contagio a Milano. Stando a quanto riferito dal governatore Attilio Fontana, infatti, il focolaio di Covid-19 si trova nel basso Lodigiano.  Ma cosa potrebbe accadere nelle prossime ore? Questa è sicuramente la domanda che la maggior parte degli italiani si sta ponendo. Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco "dobbiamo aspettarci altri casi", ma adesso serve "uno sforzo, anche sovrumano, per limitare la dimensione del problema, dunque la diffusione del contagio e del virus" , ha detto l’esperto all'Huffingtonpost.

Pregliasco: "Pronti anche ad azioni brutali"

Fondamentale per il virologo,  ricercatore all'Università statale di Milano, è non "cadere nella psicosi". La situazione che si sta registrando nel lodigiano e nella provincia di Padova va gestita "come un incendio, facendo terra bruciata attorno all'area in cui divampa il fuoco". Pregliasco spiega che "siamo in una seconda fase, della mitigazione, nella quale si deve cercare di limitare, rallentare la velocità di una diffusione che potrebbe comunque rivelarsi ampia". Siccome il contagio al momento resta circoscritto in una zona geografica limitata, è necessario "uno sforzo, anche sovrumano, per limitare la dimensione del problema, dunque la diffusione del contagio e del virus". Il virologo è convinto che bisogna aspettarsi nuovi casi di contagio e "speriamo pochi morti, ma ripeto si deve fare di tutto per mitigare la diffusione del virus".

"Non bisogna temere di essere brutali – continua – nelle misure da adottare per mitigare la situazione. Vediamo di riuscire non ad azzerare il rischio, ma a scoprire quanti più casi possibile. Il virus ha già cominciato a diffondersi, ora bisogna agire come nel caso di un incendio, facendo terra bruciata attorno all’area in cui divampa il fuoco. Lo scenario che fa paura è quello dell’influenza spagnola del 1918, quando un virus, di altro tipo ma nuovo come è il Covid-19, in un lasso di tempo molto breve colpì il 35 per cento della popolazione italiana. Il timore, nel caso del coronavirus, è anche che a fronte di un basso rischio specifico possa verificarsi una diffusione larga, massiccia, che bloccherebbe il Paese".

Fondamentale anche l'isolamento

Il professore, quindi, spiega che per contenere i contagi saranno fondamentali l'isolamento e l'individuazioni dei soggetti contagiati. "Credo – precisa – sia assolutamente necessario attuare, per esempio, una stringente quarantena per quelle cento, centocinquanta persone che hanno avuto contatti stretti con il primo gruppo delle persone risultate contagiate in provincia di Lodi".

Coronavirus, le parole di Ilaria Capua a Fanpage.it sul

Parole quelle di Pregliasco che fanno il paio con quelle della collega Ilaria Capua a Fanpage.it: niente panico e assunzione di responsabilità collettiva. Questa la ricetta per non fronteggiare il coronavirus. "È un’emergenza sanitaria, questa, che non riguarda noi come singoli, ma che ci riguarda come comunità e come sistema Paese. Noi dobbiamo essere parte della soluzione e non parte del problema" le parole della virologa.