Un barlume di luce in fondo al tunnel? È forse ancora troppo presto per dirlo, ma fanno ben sperare le dichiarazioni rilasciate all'Agi da Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm), che ha commentato l'ultimo bollettino sul nuovo coronavirus diffuso ieri sera dalla Protezione Civile. "Il numero dei contagi sembra crescere in modo lineare e non più esponenziale. Questo potrebbe essere un segnale che il picco è vicino". Il ricercatore ha fatto notare che "questa crescita lineare sembra evidente, seppur con tutte le differenze tra i numeri, in tutte le regioni, da Nord a Sud". "Si possono inoltre scorgere segnali incoraggianti anche dalla velocità in cui crescono i nuovi casi in Lombardia che è visibilmente rallentata", aggiunge. "Se ad esempio lo scorso 5 marzo – continua Maga – i casi aumentavano da un giorno all'altro a un ritmo del 35 per cento, ora siamo arrivati a un ritmo pari al 10 per cento. Questo significa che se prima ci volevano solo 2-3 giorni per far raddoppiare il numero dei nuovi contagi, con questo ritmo oggi ci vogliono almeno una decina di giorni". Tutto questo potrebbe avvicinarci al picco e, di conseguenza, al tanto atteso calo dei contagi. "E' possibile anche che il picco arrivi un po' prima, tra la fine di questa settimana o all'inizio della prossima".

Per Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, il picco dei contagi da Covid 19 dovrebbe invece arrivare per la settimana prossima, ma a condizione che tutti rispettino le norme ed evitino il più possibile di uscire da casa e di avere contatti con altre persone. “Per la settimana prossima  – ha dichiarato lo studioso a Radio Caputal – ci aspettiamo il picco. Realistico pensare a 30-40 mila casi. Tutto dipenderà da noi e dalla nostra capacità di evitare il contagio. Atteniamoci alle disposizioni”.

tot. contagiati 105.792
31 marzo 2.107
tot. guariti 15.729
31 marzo 1.109
tot. deceduti 12.428
31 marzo 837