È ancora presto per dire se la leggera flessione del numero di morti e ricoverati in terapia intensiva sia il segno di un'inversione di tendenza e del raggiungimento del picco dei contagi da coronavirus. A dirlo Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, intervenuto questa mattina ai microfoni di Rai Radio2 durante la trasmissione "I Lunatici" condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio.

Commentando i dati diffusi ieri il presidente dell'ISS ha dichiarato: "Io sono prudente, guardo i dati con grande attenzione. Bisogna aspettare ancora qualche giorno per capire la tendenza, questa è una settimana molto importante. Questi sono dati nazionali: aggregano i dati delle regioni dove c'è un'elevata circolazione con quelle delle regioni dove la circolazione è ancora limitata. Dobbiamo tenerne conto. Bisogna fare di tutto affinché la curva del nord non arrivi al sud". Brusaferro ha quindi ricordato come l'andamento dell'epidemia dipenda in larga parte dai comportamenti individuali: "La curva dipenda da noi. Il virus non ha confini, confini amministrativi, geografici, non preferisce il nord o il sud. Si trasmette di persona in persona attraverso delle goccioline: il distanziamento sociale, il mantenimento delle distanze, l'igiene personale, sono le misure più importanti per limitare la diffusione del virus". Brusaferro ha nuovamente invitato i cittadini ad avere oggi un comportamento rigoroso e corretto, rimanendo in casa e rispettando le direttive del governo e ricordando che le nostre scelte influiranno sui provvedimenti futuri dell'esecutivo.

Per quanto riguarda l'avigan e altri farmaci che potrebbero rivelarsi utili nella lotta al coronavirus il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità ha chiarito ancora una volta a fidarsi delle indicazioni dell'Aifa: "Abbiamo adottato il metodo della trasparenza come guida. L'agenzia italiana per il farmaco sta facendo uno splendido lavoro di catalogazione e l'inserimento di tutte le possibilità sperimentazioni in maniera trasparente sul suo sito. Dobbiamo guardare a questo sforzo che stiamo facendo come Paese come una garanzia per trovare la migliore soluzione possibile. Dovremo capire quale farmaco sarà più efficace, ma lo capiremo solo facendo studi metodologicamente corretti e coordinati. Facendo così, faremo un lavoro importante per noi ma anche per il resto del mondo ".

Brusaferro è poi tornato sul capitolo mascherine: "Le mascherine non sono necessarie se si mantiene la distanza di sicurezza di almeno un metro. Devono usarle le persone che hanno sintomi respiratori, come tosse e raffreddore. Servono per proteggere gli altri; se uno vuole proteggersi perché non riesce a mantenere sempre la distanza, in mancanza di mascherine si possono usare anche altri sistemi come sciarpe o foulard ".

Sulle ragioni alla base di così tanti decessi in Italia: "Ci poniamo questa domanda ogni giorno. Questo tipo di infezione è più letale per le persone più anziane. È il motivo per cui raccomandiamo loro di stare a casa. Il numero più elevato di morti in Italia, in parte, è giustificato dal fatto che abbiamo una popolazione più anziana. Bisogna essere tassativi nella protezione delle case di riposo. Bisogna evitare che ci siano positivi, sia per quanto riguarda i degenti che per quanto riguarda il personale".