Nonostante gli organismi preposti ne sconsiglino l'uso per le persone sane, in tutta la Lombardia e nelle regioni limitrofe, le mascherine sono andate a ruba, tanto che negozi e farmacie, col propagarsi della paura del contagio da Coronavirus, hanno finito da giorni tutte le scorte. Ma c'è chi è riuscito ad accaparrarsele in tempo e ora le rivende a prezzi esorbitanti.

Sono gli "Spacciatori di mascherine", sciacalli che si aggirano intorno al confine della zona rossa che delimita i comuni focolaio, dove la paura del contagio è sempre più forte e dove è facile approfittarsi del terrore scatenato dal virus.

Fingendoci degli acquirenti, ci mettiamo in contatto con uno di questi "spacciatori". L'appuntamento è a poche decine di metri da uno dei tanti check point, presidiato da militari, carabinieri e polizia, che bloccano l'ingresso e l'uscita dell'area dove circa 50 mila persone da giorni, ormai, sono in quarantena forzata.

Incontriamo lo "Spacciatore di mascherine" in una via isolata della Bassa Lodigiana, quando già è sceso il buio in questi paesi divenuti deserti. La scena è surreale. Un'auto di grossa cilindrata è parcheggiata con i fari accesi sul ciglio della strada. Quando ci avviciniamo, dalla macchina scendono due persone. Una, lo spacciatore, è un signore distinto, che scopriremo essere un imprenditore della zona. L'altro è una persona che rimane nell'ombra, in silenzio, a controllare la compravendita.

La merce che ci vuole vendere è una delle più preziose in questo momento. Sono le mascherine di tipologia "FFP3", considerate particolarmente efficaci per prevenire il contagio, perché trattengono particelle fino a 0,6 micron, con una capacità di filtrazione minima del 98%, molto di più della categoria inferiore, le "FFP2", che si fermano al 92% di capacità filtrante.

Sembra una compravendita di droga tra narcotrafficanti, ma in realtà sono solo mascherine. "A quanto le fai queste?", chiediamo. "150 euro, 10 mascherine". Lo "spacciatore" è consapevole del prezzo esorbitante che ci sta proponendo. "Io le ho comprate per i miei operai, – si giustifica – ma adesso gli operai, ma mi sono ritrovato che non avevo più operai perché sono tutti a casa e adesso visto che c'è bisogno le vendo".

Quando insistiamo nel chiedergli se non si sente di starsi approfittando di una situazione difficile che ha scatenato il panico tra le persone, salta in macchina insieme al suo assistente e sfreccia via, passando dalla rotonda dove le forze dell'ordine presidiano il confine della zona rossa.