Il coronavirus miete altre vittime tra i camici bianchi: è morto Dino Pesce, medico internista e per vent'anni primario del reperto di medicina generale dell'ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, a Genova. Aveva 73 anni, era molto noto nel quartiere del capoluogo ligure per la sua attività di medico ed era stimato e ben voluto da tutti. “Genova ha perso un medico d’altri tempi: una persona disponibile, umana, un dottore vecchio stampo – ricorda al Secolo XIX, Fabrizio Gallino, medico di famiglia di Sampierdarena e allievo del dottor Pesce in gioventù – Un professionista dei tempi in cui i medici facevano tutto, quando non c’era ancora la guardia medica: aveva una capacità diagnostica incredibile, era davvero un maestro di vita. Sicuramente un modello da seguire: dal punto di vista professionale gli devo tutto, era il medico della mutua della mia famiglia e quando era primario del padiglione 10 a Malattia Generale, io ero uno studente al secondo anno di Medicina e passavo intere giornate ad osservarlo lavorare”.

I medici morti per Coronavirus salgono a 39, 18 erano di base

Al momento sono 39 i medici vittime del Covid-19, 18 di questi erano di base. Alle 33 registrate ieri, si apprende dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), se ne sono aggiunte sei, tra Bergamo, Torino e Foggia. Sale anche il numero degli operatori sanitari contagiati: secondo gli ultimi dati dell'Istituto Superiore di Sanità, sono saliti a 6.205, vale a dire più del 9% dei casi totali. Proprio i medici italiani, in una lettera pubblicata sul British Medical Journal a firma del presidente Fnomceo Filippo Anelli, chiedono misure immediate ai fini della sicurezza: a partire dai dispositivi di protezione individuale passando per i test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione anche lieve e in assenza di febbre o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati.